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Foglio "Lussino" n.23
pagina 6, 7 e 8
 

PASQUA…….pinze

di Mons Nevio

     Direte che sono proprio una persona che pensa solamente a mangiare. Ma non è proprio così! 
     Da piccolo, quando si avvicinava la Pasqua, ricordo
che la mia mamma andava dalla Dumiza, in Strada Nova, a mettersi d’accordo per l’ora in cui il forno era libero per tante pinze da un certo peso ciascuna. Non riuscivo proprio a capire, perché bisognava mettersi d’accordo. 
     Poi da più grande mi sono accorto che, in base a
quell’orario, c’era da far lievitare il pastone per tre volte, se no andava tutto a remengo! E come se podeva (e se pol) far Pasqua senza la pinza? 
     Però, altro ricordo e ben più importante, era la
preparazione delle Palme, del Sepolcro, dei mastei de acqua per il Sabato Santo. E poi el campanon alle 6 de matina… 
     Tutto questo accadeva fino all’età di quattordici
anni, in quanto a ottobre sarei andato a Zara per entrare in Seminario, alla quinta ginnasio. I primi quattro anni delle medie inferiori li ho fatti nel glorioso Istituto Nautico inferiore Nazario Sauro. 
     E lì cominciai a comprendere un poco il Mistero
Pasquale.      

Quale differenza oggi da allora! Si dà troppa importanza all’esteriorità, all’apparire e c’è il rischio che proprio la Pasqua, Immolazione del Cristo per la nostra salvezza, divenga solamente una giornata di pranzo e magari una gita fuori città… 
     Pensare che la Chiesa ci dà quaranta giorni di preparazione spirituale specifica…la Quaresima! 
     Una volta prese le Palme benedette, facevamo una visita al Sepolcro, e al Sabato Santo prendevamo un po’ d’acqua santa per bagnarse i oci e la fronte al suono del Gloria…. 
     Oggigiorno a Pasqua e a Pasquetta se el tempo xe bel, tutti va fora, altrimenti i prepara el pranzo con tanti intingoli, e el tempo per la Messa va a farse benedir… 
     Cercate di comprendere questa digressione perché osservando quanto avviene in questi ultimi anni in Parrocchia, debbo rimpiangere quello che ero riuscito a capire, anche se non fino in fondo, sul Mistero della Settimana Santa. Beata la fede di noi piccoli!!! 
     Comunque, a tutti di cuore una Buona Pasqua. E se è passata “come Dio comanda”, anche buona salute e buone pinze!
    


Ci hanno lasciato

 

Rosaria Carcich Haglich il 28 settembre 2006 a Sarasota (Florida), a 92 anni, di Lussinpiccolo

Ludmilla Carcich Cecco il 5 ottobre 2006 a New York, a 94 anni, di Unie

Paolina Bracco ved. Socolich a Trieste il 14 ottobre 2006, a 79 anni, di Neresine

Marino Piccini a Trieste, il 17 dicembre 2006, a 80 anni, di Lussinpiccolo

Gemma Iviani a Trieste il 21 dicembre 2006, a 83 anni, di Lussinpiccolo

Bianca Bussani Mondì a San Giorgio di Nogaro, di Lussinpiccolo

Arturo Kelemina a Mira il 14 febbraio 2007, a 77 anni, di Lussinpiccolo

Milvia Cacich il 24 febbraio 2007 a New York, a 71 anni, di Lussinpiccolo

Giorgio Vidulli il 4 marzo 2007 a Trieste, di Lussinpiccolo

Carletto Nicolic, marzo 2007 a Lussinpiccolo

Natalina Gelussi Miletich, marzo 2007 a Lussinpiccolo

 

 
Commemorazioni

Gemma Iviani

di Licia Giadrossi-Gloria

     Gemma Iviani, vicepresidente e cofondatrice della nostra Comunità è scomparsa a Trieste il 21 dicembre 2006. Da sempre, pure quando viveva e lavorava a Roma, si era occupata degli esuli, in particolare nell’Associazione Giuliani nel Mondo, continuando poi la sua opera anche a Trieste. 
     Suo padre, Antonio Ivancich, è stato per lunghi anni comandante della motonave Saturnia della Cosulich Line e da lui trae origine la grande passione per le crociere che condusse Gemmetta in tutti i mari e i paesi del mondo.

 

M/N Saturnia, Cosulich Line, Trieste. Da destra: Comandante
Antonio Ivancich, Gemma Stanich, Franco, Dorita, Gemmetta, e la cugina Giannnina Cattarinich, sorella di Mauro Cattarinich.
     

     Erano tre fratelli: Dorita nata a Las Palmas (Canarie) verso la fine della prima guerra mondiale, Franco nel 1921 a Lussinpiccolo e Gemmetta, la più giovane. 
     Di carattere buono e generoso, era sempre pronta a voler bene e ad aiutare amici e conoscenti. Una famiglia di solidissime radici e cultura italiane, così come lo era stato il nonno materno Domenico Stanich, notaio, fervente irredentista e primo sindaco italiano di Pola. 
     Concluse le elementari a Lussino, Gemmetta si stabilisce con la famiglia a Trieste dove frequenta le medie, le superiori e in seguito l’università, laureandosi in lettere nel 1946. 
     Inizia lavorare a Trieste nella Patriot Division e nel 1954 si trasferisce a Roma dove diventa assistente presso l’Usis, la biblioteca americana di Roma. Tre anni dopo inizia la sua collaborazione con l’addetto culturale dell’ambasciata degli Stati Uniti con l’incarico di organizzare tavole rotonde, conferenze, concerti, mostre d’arte. 
    
Dal 1974 al 1983 cura le pubbliche relazioni dell’ambasciata americana al Festival dei Due Mondi di Spoleto e accompagna l’ambasciatore nella sua annuale visita al Festival. 


     Dal 1976 al 1982 è consigliere dell’Associazione Triestini e Goriziani fondata nella capitale dal prof. Pietro Valdoni. 
     Da sempre Gemma Iviani ha coltivato il suo amore per la nostra isola e per l’isolotto di Coludarz dove la sua famiglia aveva una piccola casa, chiamata “villa ombrosa” per la …totale assenza di alberi, da raggiungere a remi o a nuoto attraverso Bocca Falsa con i vestiti in testa. Lì tutte le sue numerose amiche tra cui Noretta Cosulich, Clara Duse, Puppe Foramitti, Paola Matatia, Leila Premuda, Clara Stenta e Paola Vidoli ricordano ancora oggi memorabili e divertenti soggiorni perché Gemmetta aveva, come tanti lussignani, uno spiccato senso dell’umorismo. 
     Nel 1985 ritorna a Trieste a ricercare le sue radici, il più possibile vicino a Lussino, e a occuparsi dei problemi degli esuli. Nel 1998 è una delle fondatrici della Comunità di Lussinpiccolo. 
     Le sue benemerenze non si fermano qui perché nel suo testamento dedica alla Comunità di Lussinpiccolo il lascito derivante dai beni perduti nell’isola di Lussino, lascito che servirà a promuovere le nostre attività e la storia dell’Isola di sogno da lei e da noi tanto amata. 
     Un particolare ringraziamento va al cugino Tito Del Fabbro Stagni, estimatore ed esecutore testamentario di Gemmetta Iviani.

     Nel primo anniversario della morte di mio fratello Mino Prossen, avvenuta il 7 gennaio 2006, desidero ricordarlo ai suoi cari, ai suoi compaesani e a tutti coloro che gli hanno voluto bene.
     La sorella Luciana Prossen Citterich e famiglia.

 

É volata in cielo tra i suoi angeli Luisella Baici Nicoli, il 9 novembre 2006, moglie e madre impareggiabile per tutti i sessantun’anni della nostra felice vita coniugale. Si è sempre distinta per la sua generosità e il suo altruismo, doti riconosciute da tutti i parenti e gli amici. 
Si è fatta benvolere per la sua giovialità e bontà d’animo; ha sempre perdonato tutti tranne gli slavo-comunisti assassini del suo adorato papà “colpevole” solo di veri sentimenti di italianità e per non averli voluto rinnegare nemmeno di fronte ai mitra dei suoi aguzzini. 
       Mi ha sempre voluto un gran bene e le sue ultime parole sono state:
       “Gianni, io muoio ma sappi che ti sarò sempre vicina.”

Gianni Nicoli    

     Tatiana Suttora vedova del dott. Freddy Relli è spirata a Trieste il 31 dicembre 2006. Era figlia del capitano Oscar Suttora e di Savina Bartoli. Il padre, eroico comandante, affondò con la sua nave nel 1943. La ricordano con affetto la cugina Giorgia Bartoli ved. Pavanetto congiuntamente a Igea e Ferruccio Leva

     Pia Martinolich ved. Aime (Pia de Coperativa), nata a Lussinpiccolo nel 1920, figlia di Romana Martinolich è deceduta a Salò il 28.1 2007. Prima di morire ha espresso il desiderio che il giorno del funerale (celebrato il 29.1.2007) venga suonata, secondo l’uso, la campana del Duomo di Lussinpiccolo. 
     E’ stata data notizia del desiderio della Signora
Pia al Parroco Decano di Lussinpiccolo, pregandolo anche di ricordare la Signora Pia durante la Santa Messa domenicale. 
     La vogliono ricordare i figli Angiolino, Maria Teresa,
Marilena e Pieranna e i lussignani residenti a Salò e dintorni.  

      Bianca Bussani Mondì, nata a Lussinpiccolo il 28. 2.1921, luogo sempre nostalgicamente ricordato e tanto amato, è mancata a San Giorgio di Nogaro dove risiedeva. 
     La ricordano con affetto i figli, la sorella Nerina, il
fratello Uccio, le cognate, i nipoti e la pronipote.

 

 

 

 

 

Foto d’archivio di 
Eugenio Martinoli


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Ultimo aggiornamento lunedì 30 aprile 2007