Precedente Su Successiva

Foglio "Lussino" n. 20
pagina 21

     Pasqua

di Clara Stenta Rossetti 

Stoccolma, marzo 1994

     Pasqua, forse più che Natale o altre feste comandate, richiama alla memoria l’aria dorata del tempo che fu, a Squero, a Cigale. 
     Quell’aria indimenticabile, chiara, tiepida e profumata di viole, di ciclamini, di fresie. Tra le fresie che bordavano le aiuole del giardino a Squero, il papà nascondeva il rustico cestino che sembrava un nido di merli, con le uova dipinte, veri capolavori della sua fantasia e della sua creatività artistica. Era bello e dolce uscire nell’aria tiepida del Sabato Santo e correre per il giardino, sotto alle grandi foglie delle palme, pieni di curiosa aspettativa, alla ricerca. La scoperta non si faceva mai aspettare troppo a lungo. Tra le fresie gialle e profumate presto si affacciavano le buffe fattezze delle pasquali creazioni paterne. 
     Due sono fisse là da sempre. Una coppia: lui, un tipo bruno coi baffi di setola vera e gli occhi neri e il cappello nero lucido alla spagnola; lei, faccia ovale, bonacciona, rosea con gli occhi spalancati, cappellino verde pasquale.
     

    Cappellino pasquale nuovo era anche quello che portava la mia cuginetta, quella Pasqua lontana quando, da Cigale, andavamo a piedi per la riva affollata di gente che passeggiava al sole. Andavamo, come sempre per Pasqua, a pranzo dalla nonna con tutti i parenti, e come sempre , eravamo bardate a festa con i vestiti nuovi. 
     Ma la pressione della nuova “toilette” completa di cappellino, era troppo forte per la timida ragazzina. Passare tra tutta quella gente che ci osserva e commenta? Mai! Allora ? Via... per “Sa cantuni”. Che liberazione, lì dietro alle case, nella fresca penombra senza gli sguardi critici del pubblico domenicale. E che risate!! 
     Palme e fresie a Squero e a Cigale. Ma tra le palme e le fresie di Cigale non uova dipinte nascondemmo molti anni dopo, ma due bombe a mano che Claudio ci aveva lasciato “in caso di bisogno” e una bandiera inglese fatta in casa con ritagli di stoffa, per accogliere un giorno i tanto attesi liberatori alleati che non vennero mai. Le bombe a mano furono consegnate alle “autorità di turno” e la bandiera inglese fu affondata con un peso in mezzo alla valle quando arrivarono
“gli altri”.  

Elevarsi per conoscere e amare di più

di Lucilla Marcev

    
 E’ veramente una fonte di emozioni la passeggiata
che conduce al monte Umpigliac e prosegue fino al Monte San Giovanni e a Punta Cornù. 
     Sul punto più alto del ciglione la rustica e antichissima chiesetta di San Giovanni dà l’impressione di essere stata costruita lì per fare da sentinella ,da testimone paziente di innumerevoli eventi: passaggi di velieri prima e di navi più moderne poi, frequentemente con a bordo i nostri Padri, imprese marittime, sbarchi, fughe, barche in vacanza, pescherecci d’alto mare, pescatori solitari. 
     Lassù non servono commenti, là senti il rumore del tuo passo e, se ti fermi... puoi ascoltare “il silenzio”. 
     Un silenzio che ti fa assaporare al massimo la bellezza dell’Isola,
ti fa riflettere e considerare le meraviglie del Creato, l’ampiezza del panorama, l’immensa distesa del mare, le isole circostanti, le montagne sullo sfondo.

Ma dove più si soffermano lo sguardo e il pensiero è sull’incantevole Valle d’ Augusto: un lago? No, un mare con la sua “Bocca Vera” per il transito di natanti da o verso la radiosa cittadina di Lussinpiccolo. Uno scenario indimenticabile!!! Ma accanto alle opere della Natura ci sono quelle dell’uomo che, per sue comodità, ribalta le  “masiere”, scava le montagnole, riempie le buche, un po’ costruisce ma anche distrugge là dove la naturale semplicità potrebbe regnare sovrana, dove i tappeti di salvia profumano l’aria, dove l’arbusto di mirto abbraccia quello dei corbezzoli (magugne), dove i cespugli di ginepro ti offrono le loro modeste bacche. Lassù sei fuori dal mondo, sei libero di pensare alle tue angosce, alle tue gioie, alle tue speranze.    

 

 

Precedente Su Successiva
Ultimo aggiornamento mercoledì 01 novembre 2006