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Stoccolma,
marzo 1994
Pasqua, forse più che Natale o altre feste comandate, richiama alla
memoria l’aria dorata del tempo che fu, a Squero, a Cigale.
Quell’aria indimenticabile, chiara,
tiepida e profumata di viole, di ciclamini, di fresie. Tra le fresie
che bordavano le aiuole del giardino a Squero, il papà nascondeva
il rustico cestino che sembrava un nido di merli, con le uova
dipinte, veri capolavori della sua fantasia e della sua creatività
artistica. Era bello e dolce uscire nell’aria tiepida del Sabato
Santo e correre per il giardino, sotto alle grandi foglie delle
palme, pieni di curiosa aspettativa, alla ricerca. La scoperta non
si faceva mai aspettare troppo a lungo. Tra le fresie gialle e
profumate presto si affacciavano le buffe fattezze delle pasquali
creazioni paterne.
Due sono fisse là da sempre. Una coppia:
lui, un tipo bruno coi baffi di setola vera e gli occhi neri e il
cappello nero lucido alla spagnola; lei, faccia ovale, bonacciona,
rosea con gli occhi spalancati, cappellino verde pasquale.
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Cappellino pasquale nuovo era anche
quello che portava la
mia cuginetta, quella Pasqua lontana quando, da Cigale, andavamo a piedi
per la riva affollata di gente che passeggiava al sole. Andavamo, come
sempre per Pasqua, a pranzo dalla nonna con tutti i parenti, e come sempre
, eravamo bardate a festa con i vestiti nuovi.
Ma la pressione della nuova “toilette”
completa di cappellino, era troppo forte per la timida ragazzina. Passare
tra tutta quella gente che ci osserva e commenta? Mai! Allora ? Via... per
“Sa cantuni”. Che liberazione, lì dietro alle case, nella fresca
penombra senza gli sguardi critici del pubblico domenicale. E che risate!!
Palme e fresie a Squero e a Cigale. Ma tra le
palme e le fresie di Cigale non uova dipinte nascondemmo molti anni dopo,
ma due bombe a mano che Claudio ci aveva lasciato “in caso di bisogno”
e una bandiera inglese fatta in casa con ritagli di stoffa, per accogliere
un giorno i tanto attesi liberatori alleati che non vennero mai. Le bombe
a mano furono consegnate alle “autorità di turno” e la bandiera
inglese fu affondata con un peso in mezzo alla valle quando arrivarono “gli
altri”.
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