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Foglio "Lussino" n.23
pagina 17, 18, 19
e 20

Paolo Budinich straordinario Fisico Italiano

di Doretta Martinoli

   

    

    E’ recentemente uscito un libro della Casa Editrice Tascabili Bompiani intitolato “ BUONGIORNO PROF. BUDINICH “ Storia eccezionale di un fisico italiano. 
    Tutti lo conosciamo e sappiamo dell’importanza
del suo operato nel campo della fisica e della matematica e della sua realizzazione a Trieste del Centro di Fisica Teorica, ma forse non conosciamo l’enorme valenza internazionale di quanto da lui promosso. 
    Paolo Budinich ha 90 anni compiuti ed è l’ideatore,
il fondatore e uno dei principali realizzatori del sistema Trieste: il Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICTP), la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA), l’Area Science Park, il Sincrotrone ELECTRA, il centro Internazionale di Genetica e Biotecnologie (ICGEB), il Laboratorio dell’Immaginario Scientifico sono alcune delle istituzioni che fanno oggi di Trieste un’autentica città della scienza. Tutte hanno avuto tra i loro promotori Paolo Budinich e tutte sono ponti di pace che collegano mondi diversi. 
    Nell’introduzione, l’autore del libro, Pietro Greco,
scrive che Paolo, a 90 anni splendidamente portati, vuole realizzare a Trieste una grande istituzione internazionale di scienza e di tecnologia per uno sviluppo che possa essere di utilità all’umanità intera. È in gioco anche una nostra convenienza: se nei paesi poveri cresce la cultura e aumenta il benessere, nel mondo intero diminuiranno le tensioni e i conflitti. Avremo più scienziati e meno kamikaze! 
    Nella prefazione Giovanni Boniolo descrive lo
scienziato lussingrandese come un uomo dagli occhi che brillano di ardore giovanile. Determinato e testardissimo, quando è convinto della bontà di una sua posizione, non c’è argomento che tenga e le sue idee rimangono inattaccabili. 
    Budinich è considerato tra gli italiani più importanti di questo dopoguerra e anche ora che ha superato i 90 anni, ha lo stesso entusiasmo di quando ne aveva trenta. Allora lo consideravano un pazzo “utopista”, ma lui è riuscito a costruire tutto ciò che ha progettato. 
    Non è un divulgatore di se stesso né della scienza né di tutto quello che è riuscito a fare. 
    Budinich è di un’altra pasta : lavora, costruisce. Lui è. È uno che vola alto con le sue folli idee e con la forza di realizzarle. 
    Guardando gli occhi di Paolo Budinich, Giovanni Boniolo vede il suo mare di Lussino, vede la sua voglia di costruire istituzioni per un mondo migliore. Ma vede anche il pirata romantico, l’indomabile capitano che porta la barca dove vuole lui, anche se l’equipaggio scalpita. Certo è autoritario ma sa dove dirigere il timone, perchè conosce il mare. E ha una meta. 
    Budinich, l’uomo di Heisenberg e di Pauli, ma anche l’uomo che ama la vita libera, la sua barca a vela e la possibilità di navigare per l’Adriatico, il suo mare. Non un uomo di cene, non un uomo di serate mondane: un uomo di Lussino. Duro e puro.  

    Dalla prefazione di Giovanni Boniolo  al libro “Buongiorno Prof. Budinich “ di Pietro Greco. Ed. Bompiani. 

  

Lussingrande - foto archivio Tipografia Straulino & Strukel, Lussinpiccolo

 
Curriculum Vitae di Giuseppe Martinoli

di Adriana Martinoli

    Nato a Spalato (Dalmazia) il 12-03-1911, figlio di Giovanni Martinolich e di Caterina Morin (Chetti Carliceviza). Trascorsa l’infanzia a Lussinpiccolo, consegue, nel 1933, la maturità al liceo classico di Zara. Dall’ottobre 1933 al novembre 1937 è allievo della Scuola Normale Superiore di Pisa e ottiene, nel 1937, la Laurea in Scienze Naturali con il massimo dei voti e la lode e l’anno successivo il diploma di specializzazione in Botanica. Dal 1938 è assistente presso l’Istituto Botanico dell’Università di Cagliari. Nel 1943 consegue la libera docenza in Botanica Generale e insegna Fisica e Chimica all’Istituto Nautico di Lussinpiccolo. Dal 1945 è incaricato dell’insegnamento di Botanica generale e sistematica dalla Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e anche dellinsegnamento della Botanica farmaceutica dalla Facoltà di Farmacia dell’Università di Cagliari. 
     Nel 1946 assume la Direzione dell’Istituto e Orto Botanico dell’Università di Cagliari, dove provvede anche alla ricostruzione dell’Istituto in seguito ai gravi danni subiti durante la guerra rimettendo anche in funzione la biblioteca e le raccolte didattiche. Sistema l’erbario che non aveva avuto alcun ordine dall’epoca della fondazione dell’Istituto nel 1908, raggruppando le varie collezioni di piante, classificando in particolare quelle riguardanti la Sardegna. 
     Nel 1950 consegue la Laurea in Farmacia. 
    Nel 1953 concorre e ottiene una “borsa di scambio” per gli Stati Uniti d’America e frequenta per 6 mesi il Dipartimento di Botanica e Genetica dell’Università di Berkeley in California. 
    Nel 1955 vince il concorso per la cattedra di Botanica all’Università di Pisa e assume la direzione dell’Istituto e Orto Botanico di Pisa, mentre nel 1963 in seguito al trasferimento all’Università di Roma assume la direzione dell’Istituto ed Orto Botanico romano. 
    L’attività scientifica riguarda la Citologia, l’Embriologia, la Fitogeografia e la Morfologia. 
   
La ricerca sperimentale culmina felicemente nei contributi alla embriologia delle Asteracee e allo studio sulla Nananthea perpusilla, estendendosi anche agli effetti delle radiazioni ionizzanti e UV. L’apporto alla geografia botanica emerge nei lavori descrittivi concernenti aspetti della vegetazione mediterranea come l’ambiente naturale della Sardegna, della Toscana e delle Isole del Quarnero, in particolare delle isole di Cherso e di Lussino. Le numerose pubblicazioni sono tuttora oggetto di studio e vengono citate per il valore scientifico. 
    Nel corso degli anni ha ottenuto rilevanti riconoscimenti e premi di operosità scientifica. Non mancano gli apprezzamenti recenti: ancora nel 2004 all’interno dell’Orto Botanico di Cagliari gli viene dedicata, per l’attività svolta dal 1946 al 1956 in qualità di Prefetto (Direttore) dell’Orto Botanico, una nuova serra, denominata “Serra tropicale Martinoli”.    

    Iscritto all’Ordine dei Farmacisti, è stato socio della seguenti Società scientifiche: Società Botanica Italiana, Società Adriatica di Scienze Naturali, Società Toscana di Scienze Naturali, Società Cultori di Scienze Mediche e Naturali di Cagliari, California Botanical Society (U.S.A). All’inizio degli anni ’60 ha ricoperto, per un anno, la carica di presidente del Lions Club di Pisa. Ha contribuito all’ideazione e alla realizzazione dell’Orto Botanico delle Alpi Apuane “Pietro Pellegrini” di Pian della Fioba (Massa), istituito il 22 luglio 1966. 
     Dal matrimonio, celebrato a Trieste nel 1947, con Luisella Budini, figlia di Lea Ragusin e di Luigi Budinich, di Lussingrande, ha avuto sei figli Lucia, Livia, Marina, Adriana, Enrico, Carlo.
     Legato alla sua famiglia d’origine, in particolare alla
sorella Maria Anna (Marianci) e ai nipoti Marino e Mauro Pogliani, nati a Lussinpiccolo, ha mantenuto sempre vivi i contatti con molti esuli lussignani, istriani e dalmati che lo ricordano con l’antico soprannome di “Bepi Carlich.” 
     Sorretto dal conforto della Fede, si è spento a Roma il 13 marzo1970 dopo una breve ma inesorabile malattia, con il cuore affranto dal pensiero dei propri cari e dal rimpianto di non aver più fatto ritorno nell’isola di Lussino, lasciata il 28 maggio 1945 attraversando l’Adriatico alla volta di Ancona, di notte, regolando la rotta sulla posizione della Stella Polare e poi del sole. Il racconto di quella traversata, in barca a remi e poi a
vela, si legge nel libro Lettere da Zabodaski di Pierpaolo Luzzatto-Fegiz.

 

 

   

Fonti: 

· Who’s who in Europe: 1964-1965. Dictionnaire biographique des personalités européennes contemporaines, par Edward A. de Maeyer, Bruxelles, Editions de Feniks, 1964, p. 1723; 

· Valerio Giacomini, Commemorazione del Prof. Giuseppe Martinoli (1911-1970), “Annali di Botanica”, 30 (1970-71), pp. 1-15 (edito anche in “Lavori della Società Italiana di Biogeografia”, 1 [1970], pp. 34-46); 

· Flaminio Rocchi, La scomparsa del professor Martinoli, “Difesa Adriatica”, 11 (aprile 1970), p. 7 (edito anche in “L’Arena di Pola”, [aprile 1970], pp. 108- 109); 

· Pierpaolo Luzzatto-Fegiz, Lettere da Zabodaski, ricordi di un borghese mitteleuropeo: 1900-1984, Trieste, Lint, 1984, pp. 236, 289, 294, 298, 307; 

· Flaminio Rocchi, L’esodo dei 350 mila giuliani, fiumani e dalmati, Roma, Difesa Adriatica, 1990, pp. 370, 609; 

· Maria Velia Lorenzi Bellani, Era casa mia, Pisa, Titivillus Edizioni, 2003, pp. 64, 95; 

· VirtualOrto – Storia dei Giardini Botanici: (http://www.ccb-sardegna.it/virtual/22.html), (http://www.ccb-sardegna.it/ipo/storia.html): con bibliografia (siti consultati nel novembre 2006); 

· 2005: ristampa in un unico volume delle due pubblicazioni: 1855 – 1905 nel cinquantesimo anniversario dell’istituzione della I. R. Scuola Nautica di Lussinpiccolo e 1855 – 1955 nel centenario dell’Istituto Nautico di Lussinpiccolo, Trieste, Comunità di Lussinpiccolo, 2005, pp. VII, VIII, 21, 22, [59], 62, 127, 137, 341, 342, 388-390 [bibliografia], 406, 408, 410, 431, 432; 

· Mario Figus, Le piante preziose di Cagliari, “Rotary Club Cagliari”, 3/4 (giugno2006),pp.27,28 (http://www.rotarycagliari.org/rivista/rotary_giugno06.pdf) (sito consultato nel novembre 2006). Giuseppe Martinoli “Bepi Carlich e Luisella Budini


Mario Martinoli “Padrincich”

Di Licia Giadrossi-Gloria

     Mario Martinoli, figlio di Bruno e discendente dell’omonimo Mario Martinoli, segretario comunale a Lussinpiccolo alla fine dell’800, è nato a Genova nel 1965. Laureato in ingegneria, possiede e dirige a Milano, una società di consulenza di marketing e comunicazione, occupandosi in particolare dei rapporti con la Commissione Europea di Bruxelles. 
     La sua passione è la musica: inizia lo studio del clavicembalo a 14 anni, inizialmente come autodidatta, perfezionandosi in seguito con Bob van Asperen e Kenneth Gilbert. Intraprende contemporaneamente lo studio del pianoforte con Martha del Vecchio. Per diversi anni, e fino al 1991, è stato maestro assistente di basso continuo presso i corsi di Musica Antica dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena. 
     Nel corso degli anni ’90 ha lavorato come produttore e direttore di registrazione per numerose case discografiche italiane e straniere, tra cui Naxos, Arcana, Erato, EMI e altre. Negli stessi anni ha svolto attività con
certistica in Italia ed all’estero con numerosi ensemble da camera e orchestre, effettuando registrazioni per Supraphon, Stradivarius, Dynamic, Cantus, e altre etichette minori. Attivo anche come compositore di musica pianistica, da qualche anno si dedica quasi esclusivamente all’attività solistica e allo studio e alla riscoperta del repertorio classico e pre-classico per strumenti a tastiera, testimoniato dalle recenti registrazioni di musiche di Schobert, Mozart, Kraus (Stradivarius) e Marchand (Olive Music). Ha ideato e fondato il Premio Bonporti di Rovereto, di cui è stato direttore artistico dal 1996 al 2005. 
     Recentemente a Trieste ha tenuto un concerto per clavicembalo a Villa Sartorio in occasione dell’inaugurazione del Civico Museo, proponendo un viaggio musicale attraverso il repertorio per tastiera di fine ‘700, dai tre Bach, a Schobert, a Mozart quando il clavicembalo, e non il pianoforte, recitava ancora il ruolo di principe degli strumenti a tastiera.


Mario Martinoli “Padrincich” al clavicembalo

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Ultimo aggiornamento mercoledì 08 agosto 2007