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Foglio "Lussino" n.19
pagina 6 e 7

Nuove edizioni della Comunità di Lussinpiccolo

Dopo la pubblicazione di La beffa di Lussino e del volume sull’Istruzione Nautica, la Comunità di Lussinpiccolo ha curato l’edizione di altri due libri che a breve verranno presentati ai nostri affezionati lettori e al pubblico. Si tratta dei Versi della Sponda Orientale del Golfo di Venezia del socio fondatore Lucio Ferretti, uscito dalla tipografia ai primi di dicembre, e del VI volume di Neera Hreglich Mercanti Ricordando Lussino dedicato a Lussingrande, che viene pubblicato nel gennaio 2006, di cui diamo una breve anticipazione. 

Versi dalla sponda orientale del Golfo di Venezia

Prima della sua improvvisa scomparsa avvenuta il 25 marzo 2002, Lucio Ferretti aveva manifestato l’intenzione di dare alla stampa un gruppo di liriche molto significative per la sua storia personale e per quella delle nostre terre, che descrivono vicissitudini antiche e ferite recenti inferte a noi, a Lussino, all’Istria e alla Dalmazia. 
     A quasi quattro anni di distanza, grazie alla disponibilità e all’impegno della prof. Vincenzina Casarsa e della dott. Licia Giadrossi-Gloria e al contributo del prof. Mario Fabbro è stato possibile pubblicare questo lavoro, frutto non solo di competenza ma, soprattutto di affettuosa stima nei confronti del poeta scomparso. 
    Si tratta di una sorta di autobiografia che si snoda lungo gli ultimi cinquant’anni del XX secolo, con riferimenti storici al passato, particolarmente a Venezia, e alla sua enorme influenza sull’Adriatico, chiamato fino all’inizio dell’‘800 Golfo di Venezia appunto, mare in cui il Leone di San Marco fu ed è tuttora simbolo di civiltà e di vittoria. 
     Le vicende storiche ci accompagnano sempre in questo percorso personale che descrive anche la famiglia materna di origine trentina con le sue radici irredentiste identiche a quelle del padre lussignano Mariano Fetter Ferretti.
     Ampi spazi vengono dedicati all’ultima guerra che il poeta visse a diciotto anni, alla fantasia e all’intimo. 
     Non sono poesie facili, sono poesie colte, immagini di bellezza e di tragedia che il poeta recupera dalla memoria per trasmetterle a chi legge: ecco Lussino, l’Isola splendida, verde gemma emergente dall’azzurro, perduta a causa della guerra e delle sue conseguenze.
     Come il pittore esprime i sentimenti e gli stati d’animo attraverso i quadri, così il poeta riversa nelle liriche la serenità e le difficoltà dell’esistenza: ogni associazione con la realtà suscita una reazione poetica, scandaglia presente e passato, è ricerca sentita e sofferta.
     I temi fondamentali si raccolgono nelle quattro sezioni dell’opera:

     Le radici: Lussino - La Dalmazia comprendono 5 liriche: Visione, L’Isola, Morter, Alla Dalmazia, Carme della Landa Abbandonata, che rievocano la terra degli avi paterni.
    La memoria e gli affetti familiari
: Ad Eirene, La Collegiale, dedicata alla madre, Vecchia Lanterna, Carme degli Antichi Specchi, dedicato agli antenati materni, Lisetta Valentinotti.
    La guerra: Presidio della Guardia Nazionale Repubblicana sul Carso, 1944, Carme dell’estate di San Martino, Carme del Giardino di Eden e dell’ultimo approdo, Leviathan.
     Il reale, l’intimo, la fantasia: I regni del vento e L’androna nascono a Trieste e ricordano la Val Rosandra e Cittavecchia, mentre L’ufficio delle tenebre rievoca una funzione religiosa nella Cattedrale di San Giusto; anche l’Istria emerge in tutta la sua bellezza nei versi pieni di movimento e di vita che rievocano la figura di una ricca donna di Orsera, Ansoletta Cavadora proprietaria delle celebri cave di pietra bianca con cui sono stati costruiti i palazzi veneziani. 
     Più difficili per le continue metafore e allusioni appaiono alla lettura L’immagine velata, e Maschere, mentre alla lontana Gibilterra e all’Oceano Atlantico, solcato anche dai velieri di Lussino, ci conduce la lirica Presso la foce stretta. Conclude la raccolta il Carme di felicità e di voluttà di morte che riassume i due poli ineludibili di ogni esistenza, la vita con le sue gioie e la morte col suo mistero. 
     Il libro si apre e si chiude con i quadri dei velieri della famiglia paterna, velieri di cui era proprietaria Rosalia Peranovich Fetter Scopinich, ava del poeta, mentre ogni settore è preceduto da un’illustrazione che riguarda il tema proposto dalle liriche.

 

Ricordando Lussino: Lussingrande

     Sono trascorsi alcuni anni dalla pubblicazione del bel volume su I velieri della collana Ricordando Lussino e ora, alla ragguardevole età di oltre novant’anni, Neera Hreglich ha voluto completare la sua opera di divulgazione delle immagini di Lussino, con un libro dedicato a Lussingrande, “la sorella maggiore”, mentre Piero Budinich descrive il percorso storico di Lussino accompagnato dalle immagini di Corrado Ballarin, il tutto coordinato da Licia Giadrossi-Gloria che ne ha curato anche la realizzazione.
     Il volume si compone di due parti, la prima curata dalla nostra presidente onoraria che mantiene la struttura tradizionale dei cinque precedenti volumi dedicati all’Isola e a Lussinpiccolo, la seconda da Piero Budinich di antica famiglia lussingrandese, che guida il lettore alla conoscenza della complessa storia della nostra isola dai primordi al Novecento, con una ampia iconografia antica.
     Neera ci presenta ancora una volta una visione di Lussingrande fatta di fotografie, ritratti, cartoline che stimolano nel lettore il piacere del ricordo e della scoperta di frammenti di vita vissuta, di attività, di commerci.
     Lussingrande è stata la culla dei primi insediamenti abitativi stabili dell’Isola, dello sviluppo della marineria e di un arricchimento culturale che si può ampiamente notare nei quadri che rappresentano dame e capitani con lettere e libri ben evidenti nelle mani. A Lussinpiccolo, invece, il benessere è giunto più tardi.

     I frequenti rapporti con Venezia, con l’Impero Asburgico, con altri paesi hanno creato un substrato di cultura e di amore per l’arte che ancora oggi si possono notare nei lussignani sparsi per il mondo. 
      Il testo storico è accompagnato e seguito da un ampio numero di note, frutto di un’approfondita ricerca bibliografica da parte di Piero Budinich su testi classici e recenti. 
      Il materiale iconografico relativo alla storia è stato realizzato in gran parte da Corrado Ballarin che da molti anni fotografa con passione e ci fa conoscere angoli e dettagli della nostra Isola, un’ormai consolidata tradizione molto attesa e apprezzata particolarmente durante gli incontri tra lussignani, in occasione delle feste del patrono.

 

      

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Ultimo aggiornamento domenica 30 aprile 2006