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Elsa Bragato, Buenos Aires, 3 marzo
Sono
Elsa Bragato, nata a Buenos Aires, proveniente da Udine. Sappiamo
che Romeo Bragato è nato a Lussinpiccolo nel 1858, e da qui è
emigrato in Nuova Zelanda, dove si è dedicato con successo alla
coltivazione industriale della vite.
Vogliamo sapere soltanto se esistono dei Bragato
a Lussinpiccolo. Sappiamo che ci sono vicino a Venezia, negli USA, a
Roma, a Milano e anche in Australia, e forse Nuova Zelanda, dove
rimane soltanto una nipote di Romeo Bragato, figlia di una figlia.
Si vede dal cognome.
Mio padre Giuseppe è nato a Udine nel
1915, è diventato come José Bragato un grande musicista qui a
Buenos Aires, dove è arrivato nel 1928, con i nonni e quattro
fratelli e sorelle.
Sarebbe una grande gioia per tutti noi,
adesso “Bragato VIRTUALE”, sapere se c’è qualche Bragato
nella vostra cara città, soltanto per conoscere e scrivere. Noi non
siamo più giovani, 59 anni, e vogliamo stabilire una comunicazione
fra i Bragato nel mondo che non sono più di 2500 persone.
Forse mi potete aiutare un po’, grazie
tante, cari saluti per tutti da Buenos Aires ebragato@fibertel.com.ar
- www.josebragato.com
Gentile signora Elsa Bragato, qui a Trieste ha vissuto una sua
omonima Elsa Bragato, scrittrice, poetessa e pittrice, scomparsa il
13 dicembre 2004 a novant’anni. Era insegnante all’Istituto
Nautico “Nazario Sauro” di Lussinpiccolo, di disegno alle
inferiori e di inglese alle superiori.
Esule a Trieste, ha pubblicato numerosi
racconti sul periodico “La Voce Giuliana” che sono stati
raccolti in quattro volumetti, tutti su Lussino, ormai esauriti che
noi Comunità di Lussinpiccolo contiamo di ripubblicare tra un anno.
Non mi risulta abbia parenti stretti, però
la famiglia Bragato è parente di quella del nostro Presidente, Don
Nevio Martinoli.
Ci sono due tombe intestate a lei nel
cimitero di San Martino a Lussinpiccolo che noi Comunità di esuli conserviamo
per non disperdere la memoria delle nostre radici romane, venete,
italiane.
Le
invio i Fogli Lussino che contengono notizie su Elsa Bragato.
Dario Morin, Ortley Beach, New Jersey, 9 marzo
Desidero ringraziare il signor Livio Stuparich
per aver avuto l’idea di pubblicare l’ode “A Lussinpiccolo”
che io considero il nostro inno perché descrive il nostro cielo
turchino che si specchia nel nostro azzurro mar e rievoca i dolci
risvegli al suono della campane del nostro Duomo.
Ha reso felici tanti lussigani e non.
Questa è la Lussino che io ricordo nonostante siano passati
tantissimi anni da quando la lasciai, e ad ogni mio ritorno mi
ricorda quella famosa aria dell’opera “La Sonnambula” in cui
uno dei personaggi, al ritorno nel paese che gli diede i natali, si
sofferma, prima di entrarvi, su una collinetta vicina, e guardando
verso il basso,inizia il suo canto:
Vi ravviso, o luoghi ameni,
in cui lieti, in cui sereni,
sì tranquillo i dì passai
della prima gioventù
cari luoghi, io vi trovai,
ma quei dì non trovo più.
Giovanni Musici, New York, 23 marzo
Desidero, prima di tutto, esprimere
sentimenti di cordoglio per la scomparsa del Prof. Favrini, uomo di
pensiero e di cultura, di umanità e di sensibilità che noi tutti
ammiravamo.
Voglio poi soffermarmi su quanto scritto
dalla mia compagna di classe del Nautico di Lussinpiccolo, Lucia
Quinti, che ha sottolineato con enfasi il brutto ricordo di quel
periodo (1946-48), concludendo così: “Caro Giovannin, Lussino è
sempre nella mia mente!”
Non
posso non ripetere a voi questi miei versi che rispecchiano il
sentimento più sincero del mio essere: |
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PAESE MIO
Quando te penso…..
Paese mio lontan,
vedo
le grotte
sento le onde
tocco el mar, che sa de sal...
Per questo xe meio
che sero i oci
chiudo la bocca
stroppo le orecie
se no stago mal...!!!
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Vorrei salutare anche Attilio Delise, mio avversario di gioco in una
partita di calcio a Cigale (1946-48), in cui
lui portiere e io mediano, in uno scontro fortuito, il mio ginocchio
finì sulla sua tempia, ha avuto la peggio. Portato
un po’ a spalla, un po’ in bicicletta da tutti noi ragazzi venne
portato all’ospedale in coma. Che paura! Grazie
al cielo, dopo qualche giorno, Attilio si riprese.
Un
caro saluto pure al nostro presidente Don Nevio che ricordo sempre
con affetto. Immagine indelebile, seminarista
con Don Morin (Sansego) e tutti gli altri!! Don Giuseppe Della
Valentina, Don Andreini, Rettore del
Seminario.
Armida Marcev Zorovich,
Muggia, Trieste, 5 aprile
Nella ricorrenza della festa della Madonna
Annunziata, la signora Armida Marcev Zorovich ha inviato, accompagnata
da gentili parole, una preghiera, da Lei composta, in ricordo della
Vergine Annunziata di Cigale, sempre
così presente nel cuore di tutti i lussignani. Questa preghiera,
come un quadro a tinte leggere, dà voce ai sentimenti
ispirati dalla devozione alla Vergine a cui è dedicata la chiesetta
sul mare. |
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Illuminata
dal riverbero del mare
o dalle splendenti stelle del cielo,
l’orizzonte ti circonda d’azzurro
e ti sostiene possente la bianca roccia della costa.
Sei
sempre con noi. Come noi
hai gioito, hai sofferto, hai pianto,
ma hai intensamente creduto
nel tuo Dio, nel Figlio, nella tua Famiglia.
Tu
ci hai maternamente indicato
di vivere e di sentire così,
Tu hai rischiarato i dì del dolore,
dell’abbandono, del distacco,
Tu ci hai rinvigorito nella speranza,
nell’affermazione, nei valori
che ci hanno qualificato e distinto.
Siamo
Tuoi figli, fratelli, amici
Regina umile e lucente
Ti veneriamo! Siamo la Tua “gente”! |

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Rafael de La Maza,
Santiago del Cile,
6 aprile
Mi chiamo Rafael de La Maza, sposato con Paula
Budinich che discende, secondo me dopo molti anni di ricerca, dal
cap Antonio Budinich che, alla fine del secolo XVIII, regalò 10 kg
di oro per la costruzione della Pagina
26 - Quadrimestre 20 Lussino
campana della chiesa di Lussingrande e che,
quando morì, venne sepolto nel pavimento della chiesa.
La sua famiglia aveva importanti
navigatori. Alcuni di essi emigrarono negli Stati Uniti, Giamaica e
Cile. Tra questi Marko Budinich (1854-1903) che fu capitano della
marina dell’impero austro-ungarico e rappresentante diplomatico in
Bolivia, si stabilì definitivamente in Cile, a Tocopilla, dove
morì. La sua salma venne traslata e sepolta nell’isola di San
Piero dei Nembi, assieme al fratello Mateo.
Uno dei figli, Juan Budinich Taborga
(1880-1945), bisnonno di mia moglie, fu pioniere nella pugilato
cilena e introdusse questa disciplina sportiva a L’Havana. Divenne
il primo “boxeador” dell’isola di Cuba e creò una scuola di
pugilato che ancora oggi mantiene la sua impronta...
Seguono notizie sull’origine dei Budinich
e l’albero genealogico dei Budinich cileni...
Stimato ing. Rafael de La Maza,
la sua lettera dai contenuti molto
interessanti, è arrivata in ritardo, per cui solo ora possiamo
darne notizia.
Abbiamo pubblicato recentemente il VI
volume della serie “Ricordando Lussino” dedicato a Lussingrande,
dove potrà trovare ulteriori notizie sugli antenati di sua moglie.
Infatti gli autori sono la signora Neera Hreglich di Lussinpiccolo e
Piero Budinich, di Lussingrande, fratello di Marco, con il quale ha
avuto già contatti.
Un ringraziamento all’ing. Walter Cova
per le indicazioni date sulla nostra Comunità di Lussinpiccolo,
Associazione italiana dei non più residenti a Lussino che ha sede a
Trieste, in via Denza 5.
Katia Camalich,
Trieste,
10 aprile
Sono nata a Neresine il 26 novembre 1943, e ho
ritrovato recentemente una foto di mia mamma Maria “Marucci”
Scrivanich, nata a Lussinpiccolo il 4 aprile 1921, ritratta con le
sue compagne di scuola negli anni tra il 1933 e il 1935.
Mia madre studiò a Zara all’Istituto
Magistrale e insegnò a Sansego, San Giacomo, Neresine e Punta
Croce. Sposò il capitano Marino Camalich che scomparve in mare nel
1944. Come i suoi fratelli, Nicolò che vive in Brasile e Costantino
che abita a New York, mio padre era capitano, ma mentre i due più
piccoli poterono frequentare l’Istituto Nautico di Lussinpiccolo,
egli ha dovuto studiare privatamente, mentre lavorava col padre
Costante nel veliero di famiglia “San Vincenzo G” costruito a
Torre del Greco.
Nel 1950 abbiamo dovuto esodare e dal Campo
Profughi di Udine ci siamo trasferite a Genova dove ho studiato. Mio
marito è ingegnere ma da giovane ha insegnato per un anno all’Istituto
Nautico di Camogli.
La
mamma morì a Genova a soli 53 anni.
A Trieste ho potuto incontrare alcune
sue allieve, Carmen Palazzolo, Rosa Corsano, la signora
Anelli, Carmen Cavedoni, con le quali ci siamo ritrovate
piacevolmente.
Wilma Galant di Toronto è venuta a
trovarmi a Neresine per dirmi che era lei a portare ogni
mattina l’ovetto fresco per me, perché crescessi bene e in
tempo di guerra questa era una vera rarità!
Avrei tanto piacere di conoscere
qualcuna di queste compagne di scuola di mia mamma o qualche
loro parente. |

Marucci
Scrivanich Camalich
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Neera Hreglich,
Trieste,
14 aprile
Mi son pricota, perché son nata a Prico e
abitavamo sempre a Prico!
Go fato le cinque classi elementari a
Lussin, nella scuola in Strada Vecia. La maestra Anna ne ga insegnà
l’alfabeto. Quella volta nel nostro alfabeto non esisteva el kapa!
Recentemente se parlava a Trieste de una
distinta signora che la ga la passione per i vasi de note!
Bucalini!!
A Lussin, vicin el leto, gavevo el sgabel
con dentro le papuze e el bucalin.
Bucal, bucalin, me sè venudo a mente che,
in piazza Dante, subito vicin la Pescheria, verso la Nautica, nel
negozio del Gobo Nane, se vendeva anche bucalini! Marucci
Scrivanich Camalich |
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