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Alle
volte ridiamo come delle giovinette (abbiamo 76-79-86 anni!). Una sera la
cugina di Roma organizza una cena in pizzeria e ci troviamo in 14 tra
figli e nipoti; tutti dimostrano simpatia per le vecchie cugine lussignane
e non si annoiano se i discorsi cadono spesso su “Lussino”, anzi uno
di loro ha fatto una tesina su Trieste e sulla nostra storia dal ‘45 al
‘54, vincendo il primo premio in un liceo romano; ci fa molto piacere l’interesse
dei giovani di conoscere la vera storia vissuta da noi.
Sergio Perkic,
Lussinpiccolo,
11 aprile
Carissimi amici! Mi ricordo spesso nelle mie
umili preghiere del mio caro capo zaghi (capo chierichetto) Giuseppe
Favrini. Continuo a mandarvi delle cose forse interessanti o forse no:
Grazie per il foglio “Lussino”, è l’unico giornale che leggo dal
principio alla fine. Auguro a tutti buona Pasqua.
Paola Vidulli,
7 maggio
Abbiamo perso da poco i nostri genitori e io e
mia sorella (58 e 60 anni) vorremmo questa estate fare un viaggio alla
ricerca delle nostre radici cominciando da Lussinpiccolo terra d’origine
della famiglia paterna. Ho scoperto che a Lussino tanti si chiamano come
noi, ci aiutate a percorrere questa strada dei ricordi?
Caterina Gellussich Radoslovich,
Cliffside Park, N.J.,
14 maggio
L’altro giorno abbiamo ricevuto il libro “Ricordando
Lussino”. Mio marito ed io l’abbiamo letto fino a tarda sera,
ammirando le belle fotografie e interessati dalla storia del paese e dei
suoi abitanti. Domani spedirò il libro ad un nostro caro amico che vive
in Florida, che proviene da Lussingrande e discende dalla famiglia Budinich.
Egli aspetta con ansia di ricevere il libro.
Marina Nicolich Tomasini,
Lussinpiccolo,
17 maggio
Nel foglio numero 20
c’è un articolo “Strada vecia, la prima strada de Lussin” a cura di
Doretta Martinoli da testo anonimo. Il testo non è anonimo. La Strada
Vecia è stato scritto da mia madre, Anita Cavedoni Nicolich.
Il signor Mariano Cherubini ha mandato quello scritto assieme con “La
Piazza” alla redazione de La Voce del
Popolo a Fiume, che poi è stato messo sul giornale l’8 febbraio 1996. “Strada
vecia de Lussin” è pure stata letta da Ines Martinolich Vlakancic a
Radio Lussinpiccolo, nel programma in lingua italiana, che era curato da
Stelio Cappelli.
Mia madre ha scritto diverse poesie e racconti e
talvolta mandava scritti per il raduno dei lussignani a Peschiera.
Mi ha fatto piacere leggere di nuovo “La Strada Vecia” che mia madre
aveva scritto e ringrazio per aver messo
quell’articolo sul Foglio.
Giovanni Ruconich e Antonia Cucci,
Ustrine,
23 maggio 2006
I coniugi Ruconich
ricordano il tempo in cui Giovanni era militare a Lussinpiccolo con Mario
“Gloria” Giadrossich, commilitoni per tre anni trascorsi in pieno
periodo di guerra.
“Sono stato marinaio nella Marina italiana negli anni
tra il 1935 e il 1943. Ci siamo sposati nel 1946 e, a causa delle
restrizioni belliche, ho dovuto comperare le scarpe da sposo a una a una,
non tutte due assieme, dal Matteo “Gloria”
che le aveva nascoste da qualche parte “sa cantuni”.
Abitiamo ora in una casa acquistata dalla
famiglia Stani e godiamo di un bellissimo panorama: Monte Ossero,
Punta Nord di Lussino, Levrera, Unie... la costa istriana...
Vivien Alviz,
Lussinpiccolo,
30 maggio 2006
Sono la figlia di
Ines Vlakancic, cugina di Nevio e Alfeo Martinoli, e sono anche una
lontana cuginetta di Elsa Bragato. Vivo a Lussino da quando sono nata. Ho
conosciuto Elsa da bambina quando mio zio Mario Martinoli mi portava in
giro per le campagne. Con Elsa ho parlato circa quattro anni fa. Ho
aiutato anche una studentessa di Lussino a
trovare certi dati su Elsa, perché sta facendo la tesi su Elsa Bragato.
Elsa Bragato,
Buenos Aires,
3 giugno
Mi fa dolore, molto,
sapere questa fine dei cimiteri dei lussignani, della guerra, e di tutte
queste bruttissime vicende che ha sofferto il
popolo italiano, in modo speciale, l’Istria. Questo lo so bene.
Stiamo cercando un
“link” fra il nostro BISNONNO, il mio era Luigi Bragato, penso del
1830 o a metà del secolo perché mio nonno
Enrico è nato a Udine nel 1881. Cioé, cerco un “link”, un cugino “sparito”,
qualche unione (mi scuso, il computer è pazzo...) fra Luigi Bragato, sua
moglie Domenica Troiani e gli altri Bragato.
Anche negli Stati Uniti ci sono dei lontani parenti che
cercano lo stesso. Io mi sento molto vicina al cuore degli americani
perché è gente buona, con cuore. Ringrazio la Comunità dei Lussignani
di Trieste per le risposte ricevute.
Claudio Delise, Francia,
12 giugno 2006
Mi trovavo in Italia
da mio fratello Attilio che mi ha fatto vedere il Foglio Lussino n° 7 del
settembre 2001.
Non posso esprimere tutto il dolore che ho provato
leggendo la sorte del mio amico Mario Fillinich, uno degli
uccisi a Lischi nel 1956 mentre erano in fuga verso l’Italia.
A Lussino tutti sapevano che non avevano avuto fortuna
e che forse erano stati fatti prigionieri, ma che fossero stati uccisi
mai.
Ricordo un episodio: quando eravamo ragazzi giocavamo a
Cigale a guardie e ladri vicino a una villa in costruzione.
Mario Fillinich si è nascosto dietro un muretto, dove c’era una
profonda buca. L’abbiamo cercato e abbiamo sentito chiamare a mezza voce
dalla buca. Poiché non vedevamo niente, abbiamo buttato dentro un pezzo
di carta infiammata che si spegneva subito. Mio fratello Luciano si
accorse che c’erano delle scale in ferro che portavano due o tre piani
sotto.
Con un coraggio da leone è sceso subito ed è
riapparso con Mario sulle spalle, mezzo svenuto. L’abbiamo portato
sulla spiaggia e l’abbiamo bagnato fino a che si è ripreso. Vi ho
raccontato tutto questo senza sapere che più tardi sarebbe stato
barbaramente ucciso. La madre è morta per il dolore. Claudio
Delise, albero di Isola, frutto di Lussino.
Piero Magnabosco,
Arzignano,
16 giugno 2006
Il sig. Mauro Peruzzi della comunità chersina mi ha
dato una copia del vostro bel foglio quadrimestrale. Siamo una casa
editrice che pubblica libri per la navigazione in Istria e Dalmazia. Io
scrivo, anche, da diversi anni per molti giornali di nautica sulle coste
dell'Adriatico orientale e sulle imbarcazioni a vela tradizionali
dell'Adriatico.
Sto lavorando ad un libro su Cherso, Lussino, Unie,
Canidole, Sansego e Asinello. Il libro conterrà i piani nautici e le
fotografie di tutti gli approdi e gli ancoraggi delle isole oltre ad una
corposa quantità di informazioni sulla meteorologia e sulla natura. Ci
sarà anche un capitolo dedicato ai sentieri con la relativa cartografia.
Mi piacerebbe molto inserire anche una sezione dedicata alla storia, alla
marineria, ai costumi. Vi potrebbe interessare collaborare con me per la
realizzazione di questa parte del libro?
Il Peruzzi mi ha anche fatto vedere i cinque volumi di
Neera Hreglich Mercanti, come posso fare per acquistarne
una copia? Come potrei procurarmi il libro sull’Istituto Nautico e
quelli di Elsa Bragato?
Se desiderasse avere un’idea più completa dei libri
che pubblichiamo può vederne degli estratti su www.magnamare.com,
il 777 che contiene più di 800 piani
nautici della costa e delle isole dell'Adriatico orientale è il portolano
dell'area più diffuso e venduto. Viene pubblicato in otto lingue
(italiano, tedesco, inglese, croato, polacco, ceco, ungherese, russo) e ne
vengono vendute circa 15.000 copie ogni anno.
Io curo l'edizione italiana e quella inglese.
Grazie per l'attenzione,
saluti.
Gentile signor Magnabosco, conosco il 777 di cui apprezzo la cura e la
precisione, ma non le restanti pubblicazioni. I libri di Neera Hreglich
sono sei e a breve mi arrivano copie che tutti ritenevano ormai esaurite.
Sono a disposizione degli interessati cinque
dei sei volumi “Ricordando Lussino” a eccezione de quarto esaurito.
Siamo interessati ad una collaborazione affinché la storia e la marineria
lussignana possano essere descritte dai Lussignani veri, quelli che hanno
vissuto e hanno creato.
Licia Giadrossi-Gloria
Giuseppe e Maria Nicolich,
Brisbane,
17 giugno
Cari Licia & siore-siori Lussignani, mi son Giusepe
Nicolich, xe la prima volta che ve scrivo.
Voi gavè el mio-nostro indirizo, de Acacia Ridge. Voio
ringraziarve de mandarne el foglio “LUSSINO”, mi ghe dago una ociada;
ma ala moglie Maria ghe piase leggerlo dal
cavo ala zima; Maria xe Vucas, de “Prico” [ma] nata a Monfalcon. Mi
son de Unie ma nato in Brizina - 1936, in casa dei defunti zii Andrea -
Meniga Radoslovich, lori i abitava a fianco de la fameia Corsano in
Brizina, i usava gaver el Trabacolo, soto l’Italia de nome “Audace”,
e dopo soto i titini Arbit.
Non so se savè purtropo el cugin Anton xe morto al 24
maggio a Cliffside Park - New Jersey - Usa, forsi Caterina - Riri ve
gavarà za fatto savèr.
Noi semo in Australia dal gennaio 1961. Mi parto per
Lussin - Unie al 25 de sto mese; starò de la fin el 15 settembre,
xe okay che quando me trovo a Trieste de trovarse con voi e poder far una
bela “Ciacolada”.
El nostro e-mail xe joeandmaria@tadaust.org.au;
mi son relativamente novo-in asilo, co se trata dei computer.
Steme ben, saludi cari de Acacia Ridge, el soborgho de
Brisbane, la citta capital del stato del Queensland-Australia
oppur “Down Under” tradoto [abasso sotto] in rispeto al resto del
globo e semo in inverno. Un bel ciao de noi,
Joe & Maria & altri Lussignani de Brisbane
Lia Giadrini,
Milano, 1
luglio
Ho ereditato
probabilmente dai miei nonni materni Egidio Cosulich e Innocentina
Scopinich questa buccaletta di porcellana di Copenhagen che era stata loro
donata dai noleggiatori danesi del veliero di famiglia. Ce la siamo
tramandata ma è stato dimenticato il significato della scritta che la
brocca reca, ben visibile tra il veliero di Lussinpiccolo e la scritta
Jginia M.Scopinich. Qualche lussignano ne se qualcosa?
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La
scritta è:
FEAR NOT MY SOUL
BE NOT DISMAY’D
FOR JESUS CHRIST
THY DEBT HAS PAID |
La
traduzione letterale:
Non temere il mio spirito
Non essere triste
Per Gesù Cristo
Tu il debito hai pagato |
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Grant Graziano Karcich,
Oshawa, Ontario, Canada,
17 luglio 2006
Sono
nato a Lussinpiccolo, la mia famiglia è di Unie, mio padre è Giovanni
Karcich, mia madre era Pina Carcich,
abito in Canada da molti anni. Il mio padrino era Bepin Vidulich, capitano
di lungo corso, di Lussinpiccolo, abitava
a Genova dove è deceduto. La mia bisnonna era di Lussinpiccolo di
famiglia Sablich-Vidulich.
Nel numero di aprile del Foglio Lussino vedo
menzione della famiglia di Bruno Martinolich “Presnuog”, Bruno
fa parte di un piccolo numero di lussignani che abitano in Ontario, sua
madre Anna Scopinich è deceduta l’11
aprile 2006. Ci sono altri lussignani nell’area di Vancouver e di
British Columbia.
Sono
esperto in ricerche genealogiche e ho potuto trovare, nel corso di questi
anni, molte genealogie delle nostre
isole, in particolare di Lussinpiccolo e di Unie, che ho reperito negli
archivi e nelle parrocchie.
Attualmente il mio interesse è rivolto alle
genealogie di Unie e spero di pubblicare presto un libro su questo tema.
Possiedo alberi genealogici di molte famiglie di Lussinpiccolo i cui
matrimoni risalgono al periodo compreso tra
il 1790 e il 1901 e, per qualche famiglia, dal 1680 al 1789. Possiedo più
di 14.000 nomi di persone appartenenti
a famiglie lussignane.
Io penso di poter aiutare quelli, come Elsa
Bragato che chiede informazioni sulle famiglie Bragato di Lussinpiccolo.
Io so di sei matrimoni col cognome Bragato in Lussinpiccolo. Sono sicuro
di poter aiutare molte persone
a trovare i loro antenati.
Albero
genealogico per famiglie di Lussinpiccolo
Cognome e soprannome:
Antoncich,
Busanich (Francinich), Cattarinich, Cosulich (Grubessa), (Miculich),
(Sucich), (Belon); Franciscovich, Gerolimich, Giadrossich, Giurich,
Giuricich, Gladulich, Haglich, Haracich,
Hreglich, Hoglievina, Ifcovich, Ivancich, Martinolich (Colonich), (Miculicich),
Morin (Gresich), Nicolich
(Cihola), (Muscardin), (Salata), (Sapet), Osterman, Picinich, Poglianich,
Posarina, Premuda, Radoslovich,
Sablich, Sarcich, Scopinich, Starcich, Stuparich, Sucich, Tarabocchia, (Matulic),
(Rosso), (Svirac),
Verbas, Vidulich (Gabric), (Oparich), (Sidrich), Zacevich, Zorovich.
gkarcich@durham.net
Alejandra Diaz de Landaboure,
Dubai,
7 maggio
Mi
chiamo Alejandra Diaz, sono argentina e vorrei avere dei contatti con
alcuni familiari che ritengo vivano ancora
a Trieste. La mia stupenda nonna era di Lussinpiccolo, il suo nome era
Antonia Stuparich. Vorrei anche ricevere
il giornale, fatemi sapere cosa devo fare. Ora vivo a Dubai.
Nino Bracco,
Bonita Springs, FL,
2 giugno
Sono
John (Nino) Bracco, sono molto contento di ricevere il Foglio “Lussino”.
Io sono di Neresine, ed ho lavorato
nel cantiere di Lussino dal 1948 fino al 1953, conosco così molti
Lussignani. Sono in America dal 1958
ed ho vissuto a New York fino a sette anni fa, quando da pensionato sono
andato a vivere in Florida.
A Trieste ho due sorelle Paolina Soccolich e Pia
Giurissa il cui marito Bruno è pure di Lussino.
Liliana Muskardin Tarabocchia,
New York,
3 giugno
Il
19 dicembre 2005 a Lussino, dopo una lunga malattia è scomparsa
Elisabetta (Betty) Tarabocchia “Violincich”.
Si è così spenta una vita trascorsa tra l’amore per la sua famiglia e
la comprensione verso il prossimo.
Tramite il Foglio voglio ancora una volta ringraziare
tutti quelli che in sua memoria hanno fatto donazioni alla
Caritas di Lussino, come pure le tante Sante Messe che sono state dette
per Lei nella Chiesa di S.Nicolò. La mamma
amava quella chiesetta e sempre mi diceva che lì trovava pace e
serenità. Invio un’offerta per onorare la
sua memoria, come pure quella di Ivetta Tarabocchia “Violincich”.
A voi, mille grazie per tutto il lavoro che fate per il
“Foglio”.
Walter Cova,
Santiago (Cile),
13 giugno
Stimata
Signora Licia, sono Walter Cova, figlio di Mario Cova e Anna Haglich e per
prima cosa voglio scusarmi per
il mio italiano inceppato e infarcito di spagnolo.
Le scrivo a nome dell’ing. Rafael De La Maza,
una lettera del quale è stata pubblicata nel N° 20 del Foglio Lussino.
Rafael e sua moglie Paula Budinich sarebbero molto felici di abbonarsi al
Foglio e vorrebbero sapere l’ammontare
della sottoscrizione per riceverlo regolarmente al loro indirizzo in Cile.
Sono molto incuriosito dal Suo cognome
Giadrossi-Gloria, perché ho una zia, Maria Haglich, sposata con Mario
Giadrossich di cui sempre si parlava in casa come “el Mario Gloria”.
Mi piacerebbe tanto sapere se esiste qualche
relazione di famiglia.
Gentilissimo ing.
Cova, mio padre Gianni Giadrossi-Gloria, capitano mercantile, era fratello
di Mario “Gloria”,
entrambi figli di Matteo “Gloria” Giadrossich e di Caterina Fetter,
tutti nati a Lussinpiccolo, come la
sottoscritta. Per ricevere il foglio Lussino la elargizione è libera e
volontaria e serve a coprire le spese di stampa
e spedizione. Un caro saluto a tutti voi!
Maria Haglich Giadrossich “Gloria”,
San Giovanni Valdarno,
Arezzo, 25 giugno 2006
Desidero
salutare e ringraziare amici e parenti che mi hanno scritto, chiedendo
notizie della mia famiglia. In
particolare l’ing Walter Cova, figlio di mia cugina Anna Haglich che
vive in Argentina.
Sono nata a Lussinpiccolo il 3 agosto 1926 e ho
vissuto fino ai dieci anni a Unie. Mio padre era Antonio Haglich
(figlio di Nicolò e Antonia Barichievich di Lussingrande), mia mamma era
Maria Radoslovich, ambedue da
Unie. La famiglia Haglich di soprannome Lovrìc, nonno, i due figli
Antonio e Domenico e il nipote Anton,
hanno costruito molte case a Unie e a Canidole.
Mio fratello Nico ed io siamo rimasti presto
orfani - mio padre Antonio è mancato nel 1931, mia madre Maria
nel 1936 - e siamo stata allevati dagli zii Domenico Haglich, fratello di
mio padre e da Agata Radoslovich, sorella
di mia mamma che avevano otto figli. In totale eravamo dieci tra bambini,
ragazzi e giovani.
Nico Haglich, nasce nel 1912 e dopo aver
frequentato la Nautica a Lussinpiccolo, diventa capitano di lungo corso
e naviga sulla “Hilda” e sull’“Oceania”, sposa prima una donna
spagnola e, dopo essere rimasto vedovo, una
croata ed è vissuto a Spalato fino alla sua scomparsa nel 2002.
E’ stato l’ultimo o uno degli ultimi capitani
lussignani ad avvicinarsi all’Isola per salutare la Madonna Annunziata
con i tradizionali tre fischi di sirena al passaggio al traverso di Cigale.
Mi
sono sposata con Mario “Gloria” Giadrossich e ho due figli Manlio e
Gianni, e due nipoti Filippo e Alice.
Mario è scomparso purtroppo dieci anni fa.
Angelina Tarabocchia,
Freeport (New York),
28 giugno
Gentilissima
Signora Licia, personalmente non la conosco, ma posso dirle che la conosco
da quando è nata, e
specialmente i Suoi cari genitori e i nonni. La dipartita del Sig.
Giuseppe ci ha lasciato un vuoto immenso che sono
sicura Lei potrà colmare. Affettuosi saluti alla gentile Sig.ra Renata, a
Lei un affettuoso abbraccio.
La ringrazio delle
sue gentilissime parole, spero di continuare l’opera di Giuseppe Favrini
e di far conoscere al
modo intero la storia di Lussino e dei suoi eminenti o umili personaggi.
Olga Soletti Grusovin,
Gorizia,
27 maggio e 20 agosto
Questo
è il mio ricordo di Nicoletta Martinolich, “Etta”, maestra d’asilo,
mamma del prof. Giuseppe Favrini:
Era il 1922, avevo tre anni e indossavo il vestito
fatto da mia sorella Mira per le nozze in Duomo, della maestra
Etta con Alessandro Favrini. Ero incaricata di recitare la poesia augurale
composta da Madre Benvenuta,
provata all’asilo per essere recitata in Duomo:
Avrei voluto farti una ghirlanda di rose, di viole e di mortella
Avrei voluto dirti: “Te la manda dal Paradiso
un’angioletta bella”,
ma non lo feci, no! Perché ogni rosa
è men gentile al tuo cuor di sposa
e perché a te più che ad ogni altro fiore
son grati quelli che ti dan l’amore.
Grazie!!!
Il ricordo di Lidia Straulino e Marucci Pogliani
rimarrà duraturo in me, per la loro bontà e per i giorni trascorsi in
gioventù nella nostra bella Lussino e nei nostri incontri. Mi auguro che
il “Signore” abbia concesso loro
la giusta ricompensa per tutto il bene che hanno fatto su questa terra.
Enzo Patuzzi,
Milano,
24 agosto
Carissimo,
carissimi, sul numero 20 a pagina
20 del “Lussino”
vengo chiamato in causa. Commosso, anche se
con un po’ di ritardo, rispondo alla chiamata.
Sono il terzogenito del “velista per caso” il
maestro Guido Patuzzi.
In giugno ho fatto il consueto giretto in barca
toccando ovviamente il paese natio. Questa volta però erano con
me altre due generazioni: mio figlio Paolo e mio nipote Federico. E’
stata quindi la celebrazione di una fatale
tradizione di “velisti per caso”.
Grazie di cuore per il commovente ricordo del
quale ho reso partecipi i miei fratelli: il primogenito Sergio pensionato
a Trento e collaboratore dell’“Arena di Pola”, la secondogenita
Clara a Brescia e l’ultima, Nora, a Catania.
A testimonianza della
imperitura appartenenza al nostro Lussino, allego due foto:
-le tre generazioni naviganti davanti a
Lussinpiccolo
-le tre generazioni in visita alla mia “tata”
Anna Bernich, vivace ottantaseienne a S. Pietro dei Nembi.

Margherita Persichetti Scopinich,
Milano,
28 agosto
Gent.mi
Signori, mi presento. Sono Margherita Persichetti Scopinich con genitori,
nonni e bisnonni nati tutti a
Milano. Mio padre mi ha informato delle origini del cognome che provengono
da Lussinpiccolo. Con molto interesse
un paio di settimane fa ho scelto di trascorrere le vacanze a Cherso e mi
sono recata a Lussinpiccolo dove,
visitando il cimitero, ho visto che molte tombe riportano il mio stesso
cognome. Dalle indicazioni avute da mio
padre so che nel periodo compreso tra il 1830 ed il 1870 una (si pensa una
donna) Scopinich avrebbe sposato un
Persichetti di Ancona che proprio in quella città aveva un’azienda
molto importante che fabbricava per le marinerie
adriatiche cordami per navi. Il mio bisnonno Clemente Persichetti
Scopinich cessò l’attività ad Ancona intorno
al 1910. Con questa breve storia Vi chiedo se, con le Vostre conoscenze,
è possibile risalire a questa donna
(o forse uomo, non ci sono certezze) che ha dato origine al mio cognome.
Ringrazio intanto per la Vostra cortese attenzione
sperando che mi possiate essere di aiuto |