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Foglio "Lussino" n.21
pagine 26, 27, 28, 29, 30 e 31

Lettere

     Giovanna Stuparich Criscione, Roma, 20 gennaio 2006
     Lo stemma di Lussino si trova a Vienna sull’edificio che ospitava il Ministero della Marina, ora Ministero delle Foreste. Queste foto sono state scattate da Friedrick Fasching studente austriaco che fece una tesi in Letteratura Italiana all’Università della Carinzia su
“I luoghi di Giani Stuparich” con la professoressa Kanduth. 
     Come si vede la scritta è in italiano!

Paola Martinoli Giuriato, Genova, 31 marzo
     Un giorno, da Trieste, mi telefona la cugina Maria: “Vado a Roma per salutare la cugina Luisella”. Io ci penso un po’, poi mi organizzo e parto da Genova per Roma. Ci incontriamo nella casa dove ci ospita la cugina che vive a Roma e, tra baci e abbracci, ci scambiamo le notizie delle nostre famiglie, ma l’argomento principale è Lussino, dove siamo nate e abbiamo vissuto i primi anni della vita. 
     E’ bellissimo ricordare, ora con commozione, ora con allegria, i vari episodi della nostra vita, delle nostre mamme, sorelle dei parenti, tutto documentato da antiche fotografie;rivivere la storia della nostra bella Lussino, un tempo italiana, ed anche le tristi vicende degli anni ‘43-’45 e poi l’esodo... e l’addio alla amata terra, al bel mare, all’aria sempre cristallina, alle case, ai cimiteri.   Riviviamo giorni indimenticabili perché ci unisce l’affinità familiare, ma soprattutto l’essere “lussignane” d.o.c.

Alle volte ridiamo come delle giovinette (abbiamo 76-79-86 anni!). Una sera la cugina di Roma organizza una cena in pizzeria e ci troviamo in 14 tra figli e nipoti; tutti dimostrano simpatia per le vecchie cugine lussignane e non si annoiano se i discorsi cadono spesso su “Lussino”, anzi uno di loro ha fatto una tesina su Trieste e sulla nostra storia dal ‘45 al ‘54, vincendo il primo premio in un liceo romano; ci fa molto piacere l’interesse dei giovani di conoscere la vera storia vissuta da noi. 

     Sergio Perkic, Lussinpiccolo, 11 aprile
     Carissimi amici! Mi ricordo spesso nelle mie umili preghiere del mio caro capo zaghi (capo chierichetto) Giuseppe Favrini. Continuo a mandarvi delle cose forse interessanti o forse no: Grazie per il foglio “Lussino”, è l’unico giornale che leggo dal principio alla fine. Auguro a tutti buona Pasqua. 

     Paola Vidulli, 7 maggio 
     Abbiamo perso da poco i nostri genitori e io e mia sorella (58 e 60 anni) vorremmo questa estate fare un viaggio alla ricerca delle nostre radici cominciando da Lussinpiccolo terra d’origine della famiglia paterna. Ho scoperto che a Lussino tanti si chiamano come noi, ci aiutate a percorrere questa strada dei ricordi? 

      Caterina Gellussich Radoslovich, Cliffside Park, N.J., 14 maggio
     L’altro giorno abbiamo ricevuto il libro “Ricordando Lussino”. Mio marito ed io l’abbiamo letto fino a tarda sera, ammirando le belle fotografie e interessati dalla storia del paese e dei suoi abitanti. Domani spedirò il libro ad un nostro caro amico che vive in Florida, che proviene da Lussingrande e discende dalla famiglia
Budinich. Egli aspetta con ansia di ricevere il libro.

     Marina Nicolich Tomasini, Lussinpiccolo, 17 maggio
     Nel foglio numero 20 c’è un articolo “Strada vecia, la prima strada de Lussin” a cura di Doretta Martinoli da testo anonimo. Il testo non è anonimo. La Strada Vecia è stato scritto da mia madre, Anita Cavedoni Nicolich. Il signor Mariano Cherubini ha mandato quello scritto assieme con “La Piazza” alla redazione de La Voce del Popolo a Fiume, che poi è stato messo sul giornale l’8 febbraio 1996. “Strada vecia de Lussin” è pure stata letta da Ines Martinolich Vlakancic a Radio Lussinpiccolo, nel programma in lingua italiana, che era curato da Stelio Cappelli. 
     Mia madre ha scritto diverse poesie e racconti e talvolta mandava scritti per il raduno dei lussignani a
Peschiera. Mi ha fatto piacere leggere di nuovo “La Strada Vecia” che mia madre aveva scritto e ringrazio per aver messo quell’articolo sul Foglio.

     Giovanni Ruconich e Antonia Cucci, Ustrine, 23 maggio 2006
     I coniugi Ruconich ricordano il tempo in cui Giovanni era militare a Lussinpiccolo con Mario “Gloria” Giadrossich, commilitoni per tre anni trascorsi in pieno periodo di guerra. 
    “Sono stato marinaio nella Marina italiana negli anni tra il 1935 e il 1943. Ci siamo sposati nel 1946 e, a causa delle restrizioni belliche, ho dovuto comperare le scarpe da sposo a una a una, non tutte due assieme, dal
Matteo “Gloria” che le aveva nascoste da qualche parte “sa cantuni”. 
     Abitiamo ora in una casa acquistata dalla famiglia Stani e godiamo di un bellissimo panorama: Monte
Ossero, Punta Nord di Lussino, Levrera, Unie... la costa istriana...

     Vivien Alviz, Lussinpiccolo, 30 maggio 2006
     Sono la figlia di Ines Vlakancic, cugina di Nevio e Alfeo Martinoli, e sono anche una lontana cuginetta di Elsa Bragato. Vivo a Lussino da quando sono nata. Ho conosciuto Elsa da bambina quando mio zio Mario Martinoli mi portava in giro per le campagne. Con Elsa ho parlato circa quattro anni fa. Ho aiutato anche una studentessa di Lussino a trovare certi dati su Elsa, perché sta facendo la tesi su Elsa Bragato.

     Elsa Bragato, Buenos Aires, 3 giugno
     Mi fa dolore, molto, sapere questa fine dei cimiteri dei lussignani, della guerra, e di tutte queste bruttissime vicende che ha sofferto il popolo italiano, in modo speciale, l’Istria. Questo lo so bene. 
     Stiamo cercando un “link” fra il nostro BISNONNO, il mio era Luigi Bragato, penso del 1830 o a metà del secolo perché mio nonno Enrico è nato a Udine nel 1881. Cioé, cerco un “link”, un cugino “sparito”, qualche unione (mi scuso, il computer è pazzo...) fra Luigi Bragato, sua moglie Domenica Troiani e gli altri Bragato. 
    Anche negli Stati Uniti ci sono dei lontani parenti che cercano lo stesso. Io mi sento molto vicina al cuore degli americani perché è gente buona, con cuore. Ringrazio la Comunità dei Lussignani di Trieste per le risposte ricevute. 

     Claudio Delise, Francia, 12 giugno 2006
     Mi trovavo in Italia da mio fratello Attilio che mi ha fatto vedere il Foglio Lussino n° 7 del settembre 2001. 
    Non posso esprimere tutto il dolore che ho provato leggendo la sorte del mio amico Mario Fillinich, uno
degli uccisi a Lischi nel 1956 mentre erano in fuga verso l’Italia. 
    A Lussino tutti sapevano che non avevano avuto fortuna e che forse erano stati fatti prigionieri, ma che fossero stati uccisi mai. 
    Ricordo un episodio: quando eravamo ragazzi giocavamo a Cigale a guardie e ladri vicino a una villa in
costruzione. Mario Fillinich si è nascosto dietro un muretto, dove c’era una profonda buca. L’abbiamo cercato e abbiamo sentito chiamare a mezza voce dalla buca. Poiché non vedevamo niente, abbiamo buttato dentro un pezzo di carta infiammata che si spegneva subito. Mio fratello Luciano si accorse che c’erano delle scale in ferro che portavano due o tre piani sotto. 
    Con un coraggio da leone è sceso subito ed è riapparso con Mario sulle spalle, mezzo svenuto. L’abbiamo
portato sulla spiaggia e l’abbiamo bagnato fino a che si è ripreso. Vi ho raccontato tutto questo senza sapere che più tardi sarebbe stato barbaramente ucciso. La madre è morta per il dolore. Claudio Delise, albero di Isola, frutto di Lussino.

     Piero Magnabosco, Arzignano, 16 giugno 2006
    Il sig. Mauro Peruzzi della comunità chersina mi ha dato una copia del vostro bel foglio quadrimestrale. Siamo una casa editrice che pubblica libri per la navigazione in Istria e Dalmazia. Io scrivo, anche, da diversi anni per molti giornali di nautica sulle coste dell'Adriatico orientale e sulle imbarcazioni a vela tradizionali dell'Adriatico. 
    Sto lavorando ad un libro su Cherso, Lussino, Unie, Canidole, Sansego e Asinello. Il libro conterrà i piani nautici e le fotografie di tutti gli approdi e gli ancoraggi delle isole oltre ad una corposa quantità di informazioni sulla meteorologia e sulla natura. Ci sarà anche un capitolo dedicato ai sentieri con la relativa cartografia. Mi piacerebbe molto inserire anche una sezione dedicata alla storia, alla marineria, ai costumi. Vi potrebbe interessare collaborare con me per la realizzazione di questa parte del libro? 
    Il Peruzzi mi ha anche fatto vedere i cinque volumi di Neera Hreglich Mercanti, come posso fare per
acquistarne una copia? Come potrei procurarmi il libro sull’Istituto Nautico e quelli di Elsa Bragato? 
    Se desiderasse avere un’idea più completa dei libri che pubblichiamo può vederne degli estratti su
www.magnamare.com, il 777 che contiene più di 800 piani nautici della costa e delle isole dell'Adriatico orientale è il portolano dell'area più diffuso e venduto. Viene pubblicato in otto lingue (italiano, tedesco, inglese, croato, polacco, ceco, ungherese, russo) e ne vengono vendute circa 15.000 copie ogni anno. 
    Io curo l'edizione italiana e quella inglese. 
   
Grazie per l'attenzione, saluti.

    Gentile signor Magnabosco, conosco il 777 di cui apprezzo la cura e la precisione, ma non le restanti pubblicazioni. I libri di Neera Hreglich sono sei e a breve mi arrivano copie che tutti ritenevano ormai esaurite. Sono a disposizione degli interessati cinque dei sei volumi “Ricordando Lussino” a eccezione de quarto esaurito. Siamo interessati ad una collaborazione affinché la storia e la marineria lussignana possano essere descritte dai Lussignani veri, quelli che hanno vissuto e hanno creato. 
    Licia Giadrossi-Gloria

     Giuseppe e Maria Nicolich, Brisbane, 17 giugno
    Cari Licia & siore-siori Lussignani, mi son Giusepe Nicolich, xe la prima volta che ve scrivo. 
    Voi gavè el mio-nostro indirizo, de Acacia Ridge.
Voio ringraziarve de mandarne el foglio “LUSSINO”, mi ghe dago una ociada; ma ala moglie Maria ghe piase leggerlo dal cavo ala zima; Maria xe Vucas, de “Prico” [ma] nata a Monfalcon. Mi son de Unie ma nato in Brizina - 1936, in casa dei defunti zii Andrea - Meniga Radoslovich, lori i abitava a fianco de la fameia Corsano in Brizina, i usava gaver el Trabacolo, soto l’Italia de nome “Audace”, e dopo soto i titini Arbit. 
    Non so se savè purtropo el cugin Anton xe morto al 24 maggio a Cliffside Park - New Jersey - Usa, forsi Caterina - Riri ve gavarà za fatto savèr. 
    Noi semo in Australia dal gennaio 1961. Mi parto per Lussin - Unie al 25 de sto mese; starò de la fin el 15
settembre, xe okay che quando me trovo a Trieste de trovarse con voi e poder far una bela “Ciacolada”. 
    El nostro e-mail xe
joeandmaria@tadaust.org.au; mi son relativamente novo-in asilo, co se trata dei computer. 
    Steme ben, saludi cari de Acacia Ridge, el soborgho de Brisbane, la citta capital del stato del Queensland-
Australia oppur “Down Under” tradoto [abasso sotto] in rispeto al resto del globo e semo in inverno. Un bel ciao de noi, Joe & Maria & altri Lussignani de Brisbane

     Lia Giadrini, Milano, 1 luglio
     Ho ereditato probabilmente dai miei nonni materni Egidio Cosulich e Innocentina Scopinich questa buccaletta di porcellana di Copenhagen che era stata loro donata dai noleggiatori danesi del veliero di famiglia. Ce la siamo tramandata ma è stato dimenticato il significato della scritta che la brocca reca, ben visibile tra il veliero di Lussinpiccolo e la scritta Jginia M.Scopinich. Qualche lussignano ne se qualcosa? 

La scritta è:

FEAR NOT MY SOUL
BE NOT DISMAY’D
FOR JESUS CHRIST
THY DEBT HAS PAID

 La traduzione letterale:

 Non temere il mio spirito
 Non essere triste
 Per Gesù Cristo
 Tu il debito hai pagato

     

     Grant Graziano Karcich, Oshawa, Ontario, Canada, 17 luglio 2006
     Sono nato a Lussinpiccolo, la mia famiglia è di Unie, mio padre è Giovanni Karcich, mia madre era Pina Carcich, abito in Canada da molti anni. Il mio padrino era Bepin Vidulich, capitano di lungo corso, di Lussinpiccolo, abitava a Genova dove è deceduto. La mia bisnonna era di Lussinpiccolo di famiglia Sablich-Vidulich. 
     Nel numero di aprile del Foglio Lussino vedo menzione della famiglia di Bruno Martinolich “Presnuog”,
Bruno fa parte di un piccolo numero di lussignani che abitano in Ontario, sua madre Anna Scopinich è deceduta l’11 aprile 2006. Ci sono altri lussignani nell’area di Vancouver e di British Columbia. 
      Sono esperto in ricerche genealogiche e ho potuto trovare, nel corso di questi anni, molte genealogie delle nostre isole, in particolare di Lussinpiccolo e di Unie, che ho reperito negli archivi e nelle parrocchie. 
     Attualmente il mio interesse è rivolto alle genealogie di Unie e spero di pubblicare presto un libro su questo
tema. Possiedo alberi genealogici di molte famiglie di Lussinpiccolo i cui matrimoni risalgono al periodo compreso tra il 1790 e il 1901 e, per qualche famiglia, dal 1680 al 1789. Possiedo più di 14.000 nomi di persone appartenenti a famiglie lussignane. 
     Io penso di poter aiutare quelli, come Elsa Bragato che chiede informazioni sulle famiglie Bragato di
Lussinpiccolo. Io so di sei matrimoni col cognome Bragato in Lussinpiccolo. Sono sicuro di poter aiutare molte persone a trovare i loro antenati.
     Albero genealogico per famiglie di Lussinpiccolo
     Cognome e soprannome
: Antoncich, Busanich (Francinich), Cattarinich, Cosulich (Grubessa), (Miculich), (Sucich), (Belon); Franciscovich, Gerolimich, Giadrossich, Giurich, Giuricich, Gladulich, Haglich, Haracich, Hreglich, Hoglievina, Ifcovich, Ivancich, Martinolich (Colonich), (Miculicich), Morin (Gresich), Nicolich (Cihola), (Muscardin), (Salata), (Sapet), Osterman, Picinich, Poglianich, Posarina, Premuda, Radoslovich, Sablich, Sarcich, Scopinich, Starcich, Stuparich, Sucich, Tarabocchia, (Matulic), (Rosso), (Svirac), Verbas, Vidulich (Gabric), (Oparich), (Sidrich), Zacevich, Zorovich. 
gkarcich@durham.net

     Alejandra Diaz de Landaboure, Dubai, 7 maggio
     Mi chiamo Alejandra Diaz, sono argentina e vorrei avere dei contatti con alcuni familiari che ritengo vivano ancora a Trieste. La mia stupenda nonna era di Lussinpiccolo, il suo nome era Antonia Stuparich. Vorrei anche ricevere il giornale, fatemi sapere cosa devo fare. Ora vivo a Dubai.

     Nino Bracco, Bonita Springs, FL, 2 giugno
     Sono John (Nino) Bracco, sono molto contento di ricevere il Foglio “Lussino”. Io sono di Neresine, ed ho lavorato nel cantiere di Lussino dal 1948 fino al 1953, conosco così molti Lussignani. Sono in America dal 1958 ed ho vissuto a New York fino a sette anni fa, quando da pensionato sono andato a vivere in Florida. 
     A Trieste ho due sorelle Paolina Soccolich e Pia Giurissa il cui marito Bruno è pure di Lussino.

     Liliana Muskardin Tarabocchia, New York, 3 giugno
     Il 19 dicembre 2005 a Lussino, dopo una lunga malattia è scomparsa Elisabetta (Betty) Tarabocchia “Violincich”. Si è così spenta una vita trascorsa tra l’amore per la sua famiglia e la comprensione verso il prossimo.  
    Tramite il Foglio voglio ancora una volta ringraziare tutti quelli che in sua memoria hanno fatto donazioni
alla Caritas di Lussino, come pure le tante Sante Messe che sono state dette per Lei nella Chiesa di S.Nicolò. La mamma amava quella chiesetta e sempre mi diceva che lì trovava pace e serenità. Invio un’offerta per onorare la sua memoria, come pure quella di Ivetta Tarabocchia “Violincich”. 
    A voi, mille grazie per tutto il lavoro che fate per il “Foglio”.

     Walter Cova, Santiago (Cile), 13 giugno
     Stimata Signora Licia, sono Walter Cova, figlio di Mario Cova e Anna Haglich e per prima cosa voglio scusarmi per il mio italiano inceppato e infarcito di spagnolo. 
     Le scrivo a nome dell’ing. Rafael De La Maza, una lettera del quale è stata pubblicata nel N° 20 del Foglio
Lussino. Rafael e sua moglie Paula Budinich sarebbero molto felici di abbonarsi al Foglio e vorrebbero sapere l’ammontare della sottoscrizione per riceverlo regolarmente al loro indirizzo in Cile. 
     Sono molto incuriosito dal Suo cognome Giadrossi-Gloria, perché ho una zia, Maria Haglich, sposata con
Mario Giadrossich di cui sempre si parlava in casa come “el Mario Gloria”. 
     Mi piacerebbe tanto sapere se esiste qualche relazione di famiglia. 

     Gentilissimo ing. Cova, mio padre Gianni Giadrossi-Gloria, capitano mercantile, era fratello di Mario “Gloria”, entrambi figli di Matteo “Gloria” Giadrossich e di Caterina Fetter, tutti nati a Lussinpiccolo, come la sottoscritta. Per ricevere il foglio Lussino la elargizione è libera e volontaria e serve a coprire le spese di stampa e spedizione. Un caro saluto a tutti voi!

     Maria Haglich Giadrossich “Gloria”, San Giovanni Valdarno, Arezzo, 25 giugno 2006
     Desidero salutare e ringraziare amici e parenti che mi hanno scritto, chiedendo notizie della mia famiglia. In particolare l’ing Walter Cova, figlio di mia cugina Anna Haglich che vive in Argentina. 
     Sono nata a Lussinpiccolo il 3 agosto 1926 e ho vissuto fino ai dieci anni a Unie. Mio padre era Antonio
Haglich (figlio di Nicolò e Antonia Barichievich di Lussingrande), mia mamma era Maria Radoslovich, ambedue da Unie. La famiglia Haglich di soprannome Lovrìc, nonno, i due figli Antonio e Domenico e il nipote Anton, hanno costruito molte case a Unie e a Canidole. 
     Mio fratello Nico ed io siamo rimasti presto orfani - mio padre Antonio è mancato nel 1931, mia madre
Maria nel 1936 - e siamo stata allevati dagli zii Domenico Haglich, fratello di mio padre e da Agata Radoslovich, sorella di mia mamma che avevano otto figli. In totale eravamo dieci tra bambini, ragazzi e giovani. 
     Nico Haglich, nasce nel 1912 e dopo aver frequentato la Nautica a Lussinpiccolo, diventa capitano di lungo
corso e naviga sulla “Hilda” e sull’“Oceania”, sposa prima una donna spagnola e, dopo essere rimasto vedovo, una croata ed è vissuto a Spalato fino alla sua scomparsa nel 2002. 
     E’ stato l’ultimo o uno degli ultimi capitani lussignani ad avvicinarsi all’Isola per salutare la Madonna
Annunziata con i tradizionali tre fischi di sirena al passaggio al traverso di Cigale. 
     
Mi sono sposata con Mario “Gloria” Giadrossich e ho due figli Manlio e Gianni, e due nipoti Filippo e Alice. Mario è scomparso purtroppo dieci anni fa.

     Angelina Tarabocchia, Freeport (New York), 28 giugno
     Gentilissima Signora Licia, personalmente non la conosco, ma posso dirle che la conosco da quando è nata, e specialmente i Suoi cari genitori e i nonni. La dipartita del Sig. Giuseppe ci ha lasciato un vuoto immenso che sono sicura Lei potrà colmare. Affettuosi saluti alla gentile Sig.ra Renata, a Lei un affettuoso abbraccio.

    La ringrazio delle sue gentilissime parole, spero di continuare l’opera di Giuseppe Favrini e di far conoscere al modo intero la storia di Lussino e dei suoi eminenti o umili personaggi.

     Olga Soletti Grusovin, Gorizia, 27 maggio e 20 agosto
     Questo è il mio ricordo di Nicoletta Martinolich, “Etta”, maestra d’asilo, mamma del prof. Giuseppe Favrini: 
    Era il 1922, avevo tre anni e indossavo il vestito fatto da mia sorella Mira per le nozze in Duomo, della
maestra Etta con Alessandro Favrini. Ero incaricata di recitare la poesia augurale composta da Madre Benvenuta, provata all’asilo per essere recitata in Duomo: 

     Avrei voluto farti una ghirlanda di rose, di viole e di mortella 
     Avrei voluto dirti: “Te la manda dal Paradiso un’angioletta bella”,
     ma non lo feci, no! Perché ogni rosa
     è men gentile al tuo cuor di sposa
     e perché a te più che ad ogni altro fiore
     son grati quelli che ti dan l’amore.
     Grazie!!!

     Il ricordo di Lidia Straulino e Marucci Pogliani rimarrà duraturo in me, per la loro bontà e per i giorni trascorsi
in gioventù nella nostra bella Lussino e nei nostri incontri. Mi auguro che il “Signore” abbia concesso loro la giusta ricompensa per tutto il bene che hanno fatto su questa terra.

     Enzo Patuzzi, Milano, 24 agosto
     Carissimo, carissimi, sul numero 20 a pagina 20 del “Lussino” vengo chiamato in causa. Commosso, anche se con un po’ di ritardo, rispondo alla chiamata. 
    Sono il terzogenito del “velista per caso” il maestro Guido Patuzzi. 
    In giugno ho fatto il consueto giretto in barca toccando ovviamente il paese natio. Questa volta però erano
con me altre due generazioni: mio figlio Paolo e mio nipote Federico. E’ stata quindi la celebrazione di una fatale tradizione di “velisti per caso”. 
     Grazie di cuore per il commovente ricordo del quale ho reso partecipi i miei fratelli: il primogenito Sergio
pensionato a Trento e collaboratore dell’“Arena di Pola”, la secondogenita Clara a Brescia e l’ultima, Nora, a Catania. A testimonianza della imperitura appartenenza al nostro Lussino, allego due foto:
     -le tre generazioni naviganti davanti a Lussinpiccolo 

     -le tre generazioni in visita alla mia “tata” Anna Bernich, vivace ottantaseienne a S. Pietro dei Nembi.

     Margherita Persichetti Scopinich, Milano, 28 agosto
     Gent.mi Signori, mi presento. Sono Margherita Persichetti Scopinich con genitori, nonni e bisnonni nati tutti a Milano. Mio padre mi ha informato delle origini del cognome che provengono da Lussinpiccolo. Con molto interesse un paio di settimane fa ho scelto di trascorrere le vacanze a Cherso e mi sono recata a Lussinpiccolo dove, visitando il cimitero, ho visto che molte tombe riportano il mio stesso cognome. Dalle indicazioni avute da mio padre so che nel periodo compreso tra il 1830 ed il 1870 una (si pensa una donna) Scopinich avrebbe sposato un Persichetti di Ancona che proprio in quella città aveva un’azienda molto importante che fabbricava per le marinerie adriatiche cordami per navi. Il mio bisnonno Clemente Persichetti Scopinich cessò l’attività ad Ancona intorno al 1910. Con questa breve storia Vi chiedo se, con le Vostre conoscenze, è possibile risalire a questa donna (o forse uomo, non ci sono certezze) che ha dato origine al mio cognome. 
    Ringrazio intanto per la Vostra cortese attenzione sperando che mi possiate essere di aiuto

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Ultimo aggiornamento domenica 31 dicembre 2006