Renata Fanin Favrini,
Trieste,
aprile 2006
Sono passati cinque mesi dalla scomparsa di Giuseppe e, attraverso
il nostro foglio, desidero ringraziare, profondamente
commossa, tutti coloro che hanno voluto onorare la sua memoria con
manifestazioni di
amicizia, affetto e riconoscenza.
Giuseppe si è impegnato moltissimo nell’attività
e nella vita della Comunità e del Foglio “Lussino” e la
sua testarda costanza e il suo lavoro sono stati premiati dalla
gioia e dall’interesse con cui viene accolto ogni
numero, e dalle affollate riunioni lussignane.
Io, per continuare idealmente il lavoro di
Giuseppe, cercherò di aiutare la cara amica Licia nel non facile
lavoro di Segretario della Comunità e responsabile della rivista.
Caterina Radoslovich,
Cliffside Park,
N.J., 1 febbraio
Qui siamo rimasti in pochi e quando abbiamo
appreso la triste notizia del decesso del prof. Favrini, siamo rimasti
molto male. Lo ricorderemo con grande riconoscenza per il Suo attivo
lavoro, volontà e dedizione alla Comunità
Lussignana. Le auguriamo ogni bene per il proseguimento del lavoro a
Trieste, ma più di tutto per il Foglio
Lussino che ci porta tanta gioia e delle novità nelle nostre case.
Ora una nota personale: mia nonna materna
Caterina Haglich Giadrossich era cugina di suo nonno Matteo e ogni
volta che si andava in negozio con la mamma eravamo amichevolmente
servite.
Noi abitavamo nella strada che porta al cimitero
e così d’estate noi facevamo il bagno a San Martino, divertendoci
un mondo per l’intero
pomeriggio.
Però quando le sorelle Strukel arrivavano
in molo, facevamo posto per loro, ammirandole per lo slancio e lo
stile con cui facevano i tuffi. Cercavamo di imitarle, ma mai
nessuna di noi è riuscita!
Lina Miserocchi,
S.P. in Campiano,
12 febbraio
Sono molto orgogliosa di aver frequentato l’Istituto
Nautico di Lussinpiccolo, anche perché sono stata una delle
prime tre donne che furono ammesse al corso superiore, dopo le
tecniche, per cause belliche. Sono inserita perciò
nel lungo elenco degli alunni , ma con il nome sbagliato. Vorrei
pertanto chiedere se nell’eventuale riedizione fosse
possibile correggerlo da Lidia a LINA.
Si trova a pag 168 e sono l’unica Miserocchi.
Invio carissimi saluti ad amici e conoscenti,
condividendo il cordoglio per coloro che sono mancati.
Alfeo Martinoli,
La Plata,
15 febbraio
Sono costernato per la grande perdita del nostro
carissimo Favrini, mio ex compagno di scuola.
Nel febbraio 2005 ho trascorso con lui i quattro
giorni passati a Trieste, compresa la “Giornata del Ricordo”.
Ancor oggi non posso mettermi il cuore in pace.
Da
13000 km di distanza dove sto divorando il nostro Foglio, invio a
tutti i più cari saluti
Silvia Krainz,
Brindisi,
21 febbraio
Caro Foglio di Lussino, che ora sei arrivato
anche da me.
Mi riporti lontano fino ai miei primi ricordi e
ti sfoglio, ti leggo, ti rileggo trovando nomi di compagne di scuola,
di amici, di tutta la gente della nostra terra.
Papà fu trasferito a Lussino, dopo aver vinto il
Concorso, nel 1928 ed è stato sempre conosciuto non con il cognome,
ma come “il bidello della Nautica”. La mamma andò a Pola dai
suoi a “comprarmi” e mi portò a casa (ormai
casa era solo Lussino) a soli 23 giorni di vita. Così sono
cresciuta all’ombra della Nautica che ho frequentato fino
al 1948, sostenendo solo il primo gruppo di esami. Poi, con un
barcone noleggiato, lasciammo Lussino
con il Capitano Villani e famiglia e una signorina di cui ricordo
solo che i suoi avevano una rivendita di tabacchi
vicino alla Crociata.
Qui a Brindisi mi sono diplomata al
Nautico. A
Lussino il nostro campo di gioco era la piazza davanti alla Nautica.
Quante corse intorno alla scuola, controllando il
tempo sul grande orologio all’angolo. I maschietti erano sempre i
più veloci. Qualche
volta papà mi portava sul terrazzino, dove, con il cannoncino nero
di una quarantina di centimetri, dopo
averlo non so come caricato, sparava il colpo di mezzogiorno,
controllando l’ora sul suo infallibile orologio Doxa
(non funziona più da oltre 50 anni, ma lo conservo con amore!).
Quanti ricordi che, se sono troppi, fanno molto
male!
Alla fine del 1989 è mancato mio fratello Dario,
anche lui diplomato al Nautico di Brindisi. Da allora sono sola.
A te un saluto e un abbraccio a tutti i Lussignani.