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Foglio "Lussino" n. 20
pagina 22, 23, 24, 25, 26

Lettere

    Renata Fanin Favrini, Trieste, aprile 2006
    Sono passati cinque mesi dalla scomparsa di Giuseppe e, attraverso il nostro foglio, desidero ringraziare, profondamente commossa, tutti coloro che hanno voluto onorare la sua memoria con manifestazioni di amicizia, affetto e riconoscenza. 
    Giuseppe si è impegnato moltissimo nell’attività e nella vita della Comunità e del Foglio “Lussino” e
la sua testarda costanza e il suo lavoro sono stati premiati dalla gioia e dall’interesse con cui viene accolto ogni numero, e dalle affollate riunioni lussignane. 
    Io, per continuare idealmente il lavoro di Giuseppe, cercherò di aiutare la cara amica Licia nel non
facile lavoro di Segretario della Comunità e responsabile della rivista.

    Caterina Radoslovich, Cliffside Park, N.J., 1 febbraio
    Qui siamo rimasti in pochi e quando abbiamo appreso la triste notizia del decesso del prof. Favrini, siamo
rimasti molto male. Lo ricorderemo con grande riconoscenza per il Suo attivo lavoro, volontà e dedizione alla Comunità Lussignana. Le auguriamo ogni bene per il proseguimento del lavoro a Trieste, ma più di tutto per il Foglio Lussino che ci porta tanta gioia e delle novità nelle nostre case. 
    Ora una nota personale: mia nonna materna Caterina Haglich Giadrossich era cugina di suo nonno Matteo e
ogni volta che si andava in negozio con la mamma eravamo amichevolmente servite. 
    Noi abitavamo nella strada che porta al cimitero e così d’estate noi facevamo il bagno a San Martino, divertendoci
un mondo per l’intero pomeriggio. 
     Però quando le sorelle Strukel arrivavano in molo, facevamo posto per loro, ammirandole per lo slancio e
lo stile con cui facevano i tuffi. Cercavamo di imitarle, ma mai nessuna di noi è riuscita! 

     Lina Miserocchi, S.P. in Campiano, 12 febbraio 
    Sono molto orgogliosa di aver frequentato l’Istituto Nautico di Lussinpiccolo, anche perché sono stata una
delle prime tre donne che furono ammesse al corso superiore, dopo le tecniche, per cause belliche. Sono inserita perciò nel lungo elenco degli alunni , ma con il nome sbagliato. Vorrei pertanto chiedere se nell’eventuale riedizione fosse possibile correggerlo da Lidia a LINA.
    Si trova a pag 168 e sono l’unica Miserocchi.
    Invio carissimi saluti ad amici e conoscenti, condividendo il cordoglio per coloro che sono mancati.

     Alfeo Martinoli, La Plata, 15 febbraio
    Sono costernato per la grande perdita del nostro carissimo Favrini, mio ex compagno di scuola. 
    Nel febbraio 2005 ho trascorso con lui i quattro giorni passati a Trieste, compresa la “Giornata del
Ricordo”. Ancor oggi non posso mettermi il cuore in pace. 
    
Da 13000 km di distanza dove sto divorando il nostro Foglio, invio a tutti i più cari saluti

     Silvia Krainz, Brindisi, 21 febbraio
    Caro Foglio di Lussino, che ora sei arrivato anche da me. 
    Mi riporti lontano fino ai miei primi ricordi e ti sfoglio, ti leggo, ti rileggo trovando nomi di compagne di
scuola, di amici, di tutta la gente della nostra terra. 
    Papà fu trasferito a Lussino, dopo aver vinto il Concorso, nel 1928 ed è stato sempre conosciuto non con il
cognome, ma come “il bidello della Nautica”. La mamma andò a Pola dai suoi a “comprarmi” e mi portò a casa (ormai casa era solo Lussino) a soli 23 giorni di vita. Così sono cresciuta all’ombra della Nautica che ho frequentato fino al 1948, sostenendo solo il primo gruppo di esami. Poi, con un barcone noleggiato, lasciammo Lussino con il Capitano Villani e famiglia e una signorina di cui ricordo solo che i suoi avevano una rivendita di tabacchi vicino alla Crociata. 
     Qui a Brindisi mi sono diplomata al Nautico.
A Lussino il nostro campo di gioco era la piazza davanti alla Nautica. Quante corse intorno alla scuola, controllando il tempo sul grande orologio all’angolo. I maschietti erano sempre i più veloci. Qualche volta papà mi portava sul terrazzino, dove, con il cannoncino nero di una quarantina di centimetri, dopo averlo non so come caricato, sparava il colpo di mezzogiorno, controllando l’ora sul suo infallibile orologio Doxa (non funziona più da oltre 50 anni, ma lo conservo con amore!). 
    Quanti ricordi che, se sono troppi, fanno molto male! 
    Alla fine del 1989 è mancato mio fratello Dario, anche lui diplomato al Nautico di Brindisi. Da allora sono
sola. A te un saluto e un abbraccio a tutti i Lussignani.

    Bruno Martinolich, Courtice, Ontario, Canada
22
febbraio
    Il soprannome Presnuog tanti lussignani lo conoscono, ma da dove deriva? 
    Il mio bisnonno Giovanni Martinolich nell’anno 1864 era imbarcato su un veliero da guerra e ha combattuto per l’Isola Helgoland nel Mare del Nord. E’ stato ferito da una cannonata perdendo entrambe le gambe, così è nato il soprannome di Presnuog (senza gambe). 
     Ritornato a Lussinpiccolo è stato premiato dall’Imperatore Francesco Giuseppe con tre medaglie, due d’argento e una d’oro essendo il più grande invalido dell’Austria. 
    Il 10 luglio 1865 all’età di ventitre anni ha sposato Antonia Scopinich, avevano 13 figli e il soprannome Presnuog continua. 
    Le medaglie sono passate a mio nonno, a mio padre, a me e a mio figlio e un giorno saranno per mio nipote. 
    Cordiali saluti Bruno Martinolich (Presnuog) 

 

 

 

Lucia Quinti Della Toffola, S. Giovanni di Polcenigo 
22 febbraio
 
Dall’ultimo numero del giornale Lussino, ho appreso
del decesso del prof. Giuseppe Favrini. 
Con vivo rammarico porgo le mie sentite condoglianze
ai Suoi famigliari anche da parte di mio marito e figlie.
Invio due foto: una del 1940 con Giuseppe Favrini (in
alto) e i suoi cugini Tullio e Claudio Urti nel cortile della casa della nonna, l’altra, che mi è molto cara, mi ritrae con le mie prime amiche del cuore e d’infanzia nel 1942 a Lussino località Miramare. 
Le amiche sono Doretta e
Anita Huber (in alto) ed Elena Niccoli (in mezzo).

 

Continua pagina 24, 25, 26

 

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Ultimo aggiornamento mercoledì 01 novembre 2006