Nel
settembre 1927 la motonave “Saturnia”
compì il
suo viaggio inaugurale verso il Sud America, seguita l’anno
seguente dalla gemella “Vulcania”.
Le due ammiraglie
della flotta (24000 tsl) recavano sul fumaiolo i
colori bianco e rosso emblema della Cosulich Line.
Nei
primi mesi del 1928 la Banca Commerciale Italiana cedette
alla Cosulich Line il pacchetto azionario del
Lloyd Triestino e in tal modo la società riuscì a impossessarsi della
quasi totalità delle azioni lloydiane: Guido
Cosulich ne
diventò il direttore generale e continuò ad
esserlo fino al 1960.
Le
iniziative dinamiche dei Cosulich erano promesse di
futuro sviluppo ma la tremenda crisi che sconvolse nel
1928-29 l’America e l’Europa ebbe una deleteria ripercussione
nel mondo amatoriale e nell’industria cantieristica privata.
A risentirne
gli effetti fu anche il Cantiere Navale Triestino
di Monfalcone che, pur avendo in corso la costruzione
di tre motonavi da carico, tre piroscafi misti e
due grosse petroliere con motori Diesel tipo Fiat, a causa
dei bilanci 1919-1929 sempre in passivo, aveva perduto
il controllo finanziario del complesso. Questo era
stato assunto dalla potente Banca Commerciale Italiana che,
dopo aver assorbito la “Banca Commerciale Triestina”,
abbattè radicalmente i capitali sociali del Cantiere
Navale Triestino dei Cosulich, e degli altri cantieri di
Trieste, lo “Stabilimento Tecnico Triestino” e la S.p.A.
Cantiere San Rocco, operandone la fusione sotto la
nuova ragione sociale di “Cantieri
Riuniti dell’Adriatico” (CRDA).
Era il 16 giugno 1930. Alla presidenza venne
chiamato l’ammiraglio Umberto Cagni, alla
direzione generale due superesperti, il cap. Augusto Cosulich
e l’ing. Cesare Sacerdoti.
Invano
anche la Cosulich Line tentò di contenere l’onda
lunga della crisi. Ne vennero coinvolte pure le altre
compagnie transatlantiche di Genova: la Navigazione Generale
Italiana e il Lloyd Sabaudo.
Nel
’31, un primo accordo fondato sull’equa ripartizione dei
traffici ebbe vita breve per cui un ulteriore rimaneggiamento
delle tre società condusse, anni dopo, alla
nazionalizzazione e alla creazione di una grande compagnia
di navigazione unica sotto la ragione sociale “ITALIA
FLOTTE RIUNITE” manovrata da
Roma. Di
conseguenza le aziende preesistenti sovvenzionate vennero
assorbite e i loro nomi scomparvero.
Nel
1936, il 30 dicembre, ebbe luogo l’ultima assemblea generale
della Cosulich Line.
La relazione del
consiglio d’amministrazione si concluse con una valutazione sintetica
dell’ operosa esistenza trascorsa dalla società
al servizio del progresso economico di Trieste e
della Venezia Giulia:” … |
...così la nostra società procede
con
fermezza ad ammainare la sua gloriosa bandiera, dopo
33 anni di vita, alla distanza di un secolo da quando
il capostipite Antonio Felice iniziò la sua lotta contro
il mare.
In questo momento l’animo nostro sente
imperioso il dovere di inviare a Callisto e Alberto Cosulich,
fondatori della società, ad Oscar che impresse all’opera da essi
iniziata la sua fervida passione creatrice, alla famiglia Cosulich
il nostro riverente e riconoscente pensiero.”
Ministro delle Comunicazioni era a quel
tempo Costanzo Ciano,
e presidente della società Italia era Luigi Amedeo
di Savoia, Duca degli Abruzzi.
La
Cosulich, essendo decentrata a Trieste, riuscì a mantenere
una sua fisionomia distinta sotto la guida dei
suoi amministratori: saranno ancora i capitani lussignani Antonio,
Augusto, Guido,
Alberto e
Giuseppe a
dirigere la Società Italia, i cantieri di Monfalcone e di Trieste
e il Lloyd Triestino, ma non più da proprietari.
Nel capoluogo giuliano la sede da piazza
Vittorio Veneto
venne trasferita in Piazza Unità d’Italia al palazzo del
Lloyd, ora sede della regione Friuli Venezia Giulia.
La società gestiva 16 navi tra cui Saturnia
e Vulcania
trasferite
alle rotte del Nord America mentre Neptunia
varata
nel 1931, e Oceania varata
nel 1933, collegavano
Trieste al continente sudamericano.
In queste gli equipaggi erano formati per gran
parte da
lussignani: comandanti, ufficiali di coperta e di macchina, allievi,
nostromi, marinai, cuochi, camerieri…...
Risaliva ad antica data l’esperienza dei
navigatori lussignani.
Ricordo che nel 1899 lo stato maggiore del piroscafo
“Anna” era composto da ufficiali giovanissimi: comandante
era Antonio Cosulich che aveva 24 anni, come
il primo ufficiale Roberto Stuparich, il secondo ufficiale
era Antonio Hreglich che ne aveva 22. Tra
i comandanti della Cosulich Line ricordiamo il
commodoro della flotta Roberto Stuparich, Aristide Cosulich,
Antonio Hreglich, Antonio Ivancich Iviani,
Nestore Martinoli tutti famosi per perizia e capacità
di gestire situazioni imprevedibili e difficili. Il
più abile era Antonio Hreglich, padre della nostra Presidente
onoraria Neera Hreglich, che attraccava a Trieste, sulla
riva, sotto bora senza l’ausilio dei rimorchiatori, mentre
gli impiegati della Società Italia si affacciavano alle
finestre per godersi la manovra.
La storia della grande famiglia armatoriale di
Callisto finisce
quindi nel 1936.
Non finisce quella dei Cosulich. Dopo la fine
della seconda
guerra mondiale e la sconfitta, Giuseppe Cosulich diede
inizio a Genova a nuove attività sempre legate
al mare, diventando agente generale della società di
navigazione Home Line del greco Eugenides. |