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Foglio "Lussino" n.24
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e 2

Le nostre storie familiari

di Licia Giadrossi-Gloria Tamaro

E’ incredibile quante e quali vicende e storie di famiglia giacciono in attesa di venire finalmente alla luce nelle case dei Lussignani che da molti anni hanno lasciato l’Isola, sono delle vere miniere di ricordi e di vita vissuta, memorie che invece mancano nelle case degli Esuli perché quasi tutti hanno lasciato lì i loro averi e sono partiti con una valigia. Accanto alle storie di fughe tragiche come quelle dei Caduti di Lischi e quelle, per fortuna, molto numerose e sempre avventurose di Nori Boni Zorovich, di Claudio Stenta, di Benito Bracco, di Andrea Camalich dei Piccini e di tanti tanti altri, emergono, col passare del tempo, spesso casualmente nelle case dei Lussignani non più residenti i “tesori” degli antenati, non tesori materiali ma testimonianze scritte, alberi genealogici, tele, fotografie, disegni, piccoli oggetti che documentano la nostra cultura marinara: come quelli di Neera Hreglich, dei Cosulich “Grubessa” di Trieste, Genova e Venezia, dei Cosulich de Pecine di Fiume, dei Martinoli, degli Ivancich-Iviani-Giovannini-Giannelli dei Ferretti-Fetter……

Sono tanti tasselli che insieme formano un mosaico che si va via via componendo, pur nella molteplicità e individualità che caratterizzano i Lussignani. Anche nelle famiglie meno illustri affiorano storie bellissime, colme di passione per il luogo natio perduto. Non solo di Lussinpiccolo e di Lussingrande, ora finalmente emergono anche le vicende di Neresine negli scritti di Fabio Rocchi a ricordo di Padre Flaminio, di Nino Bracco, di Andrea Camalich, di Nives Rocchi Piccini esponenti di quel passato che il comunismo titino ha tentato con “persuasioni” fisiche e morali di abbattere e di annullare.


Lussinpiccolo, San Martin - Foto di Rita Giovannini

Gente che si era fatta da sé, aveva con fatica raggiunto il benessere, si ritrova alla fine della guerra con niente in mano. Chi possedeva beni o aveva attività viene depredato e diventa “nemico del popolo”, così lo si può allontanare o peggio eliminare. Le frasi dell’”americano” di Neresine Andrea Camalich costituiscono l’ennesima testimonianza. Siamo stati noi a pagare il prezzo della guerra perduta, vittime sia della dittatura del proletariato yugoslavo, sia dei governi italiani, soprattutto di quello presieduto da Aldo Moro, allorché il ministro degli esteri Mariano Rumor firmò il trattato di Osimo il 10 novembre 1975, accettando definitivamente lo status quo di occupazione dell’Istria, senza alcuna contropartita da parte yugoslava. Però siamo anche colpevoli noi Esuli di non aver dato più forza alle nostre istanze. Padre Flaminio Rocchi lo ha fatto con determinazione e risultati per cinquant’anni, molti altri pure con decisione e competenza, ma a sessant’anni dal trattato di pace di Parigi e a trentadue da quello di Osimo, le Associazioni che rappresentano gli Esuli, sono tante, troppe e sempre più divise: Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Associazione delle Comunità Istriane, Unione degli Istriani, Liberi Comuni dell’Istria e Dalmazia in esilio e tante altre. 
Ogni associazione va a Roma a trattare col governo separatamente i problemi generali dell’equo indennizzo, della restituzione dei beni, delle pensioni, temi che invece di unificare, diventano solo fonti di divisioni, di incomprensioni, di litigi, alla base delle quali c’è la posizione privilegiata della Federazione degli Esuli che ha sede a Roma e che dovrebbe raggruppare tutte le associazioni.

Questa è ormai costituita solo da ANVGD, abbandonata anni fa dall’Associazione delle Comunità Istriane di Trieste, e alcuni mesi fa dall’Unione degli Istriani di Trieste e dal Libero Comune di Pola in esilio. Un caos pazzesco, incomprensibile per noi della base che cerchiamo di ricostruire le nostre radici lontano dall’Istria, tanto più doloroso quanto più ci si accorge che gli antichi temi irrisolti sembrano diventati occasioni di facciata per una lotta di potere. Mentre da parte nostra si cerca di ricostruire spiritualmente il paese, di mantenere le sue tradizioni e di rimanere uniti, dall’altra esistono solo frammentazione, dispersione, contrapposizione.

 

Borsa di Studio “Giuseppe Favrini” di • 2.000,00 annuale
ripetibile per il corso di studi universitari successivi al triennio di base
per il conseguimento della laurea

     Per ricordare Giuseppe Favrini, esule, fondatore della Comunità degli italiani non più residenti a Lussinpiccolo con sede a Trieste, attuario, dirigente d’azienda, appassionato insegnante, profondamente legato alle sue radici isolane ed agli Ideali di Patria, la moglie Renata Fanin Favrini istituisce una borsa di studio a favore di uno studente universitario discendente da una famiglia di esuli dalla Venezia Giulia, Isole Quarnerine e Dalmazia e preferibilmente appartenente a nucleo familiare associato alla Comunità di Lussinpiccolo o ad altra Comunità di esuli. 

    Possono fare domanda gli studenti che abbiano concluso con ottimo profitto il corso universitario triennale in una Università italiana e intendano proseguire gli studi. A parità di merito sarà data la preferenza agli iscritti a facoltà a indirizzo scientifico 

     L’ammontare della borsa verrà diviso in 2 rate semestrali uguali di • 1.000,00 ciascuna. La concessione delle annualità successive alla prima saranno subordinate ai risultati conseguiti nei semestri precedenti. 

    Le domande devono pervenire entro il mese di dicembre 2007, indirizzate alla Comunità di Lussinpiccolovia Belpoggio 29- tel 040 0643250, e-mail favrini@ciaoweb.it, tel 040 305365 e corredate dai seguenti documenti: 
   -appartenenza ad associazione di esuli  
   -fotocopia del libretto universitario o in alternativa, dal diploma di laurea triennale 
   -fotocopia dell’iscrizione al IV anno di laurea.. 

    Viene istituita una Commissione per la valutazione delle domande e l’attribuzione della borsa. Il giudizio della Commissione è inappellabile.

    La composizione della    Commissione è definita dal regolamento depositato presso la Comunità di Lussinpiccolo Trieste-via Belpoggio 29
     Gli importi delle rate semestrali della Borsa di Studio saranno consegnati in occasione delle riunioni annuali della Comunità di Lussinpiccolo.

 

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Ultimo aggiornamento martedì 06 novembre 2007