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Foglio "Lussino" n.20
pagina 1 e 2

La vita della Comunità continua...

di Licia Giadrossi-Gloria Tamaro

La vita della nostra Comunità continua non solo per volontà di Giuseppe Favrini che ha dato coscienza e sprone a tutti noi nella ricerca della verità storica e culturale dei Lussini ma perché siamo proprio tutti noi a voler continuare, a cercare di conoscere e far conoscere le nostre radici.
      Il testimone della staffetta passa di mano ma gli ideali, l’identità, la cultura, il nostro essere lussignani in gran parte esuli ci arricchisce di altre prospettive, l’importante è non perdere i contatti, mantenere vive le tradizioni, il carattere e l’orgoglio di aver dovuto abbandonare la sponda orientale del mare Adriatico, lasciando là le radici più profonde.
      Forse ancora una volta il Golfo di Venezia è stata la nostra salvezza. I nostri antenati solcavano i mari, si arricchivano di cultura, così sta succedendo a noi in un mondo sempre più globale. 
      La via è stata aperta anche dalla nostra cara Presidente Onoraria, Neera Hreglich con i sei volumi della collana “Ricordando Lussino”. Le immagini colgono e fissano nella memoria momenti significativi della vita di Lussino, testimonianze di storia, di famiglie, di vita marinara. Rivivono episodi lontani, dimenticati, ricordi vivaci di gente di mare, di persone attive e intraprendenti, audaci e avveduti imprenditori, persone semplici, quasi tutti accomunati dalla proverbiale parsimonia. 
     La gente lussignana è sparsa per il mondo, il
nucleo più forte vive a Trieste, capitale dell’Esodo, ma tutti possono partecipare alle nostre iniziative perchè telefono e posta, soprattutto posta elettronica, possono aumentare la comunicazione. E a Peschiera ci si rivede ogni anno per il tradizionale raduno. 
     Forse i giovani non ci seguono! Scriveva Giuseppe Favrini. Neanch’io lo facevo quando i miei erano vivi, ma ascoltavo i loro discorsi, i loro ricordi, le loro traversie. Non posso ricordare la fuga da Lussinpiccolo con la mamma, verso l’esilio, ero troppo piccola! Per attenuare l’angoscia di quel ricordo, quel dolore acuto, mia madre mi raccontava della nostra traversata in Quarnero con i delfini che ci accompagnavano a prua, con i loro guizzi giocosi. 
     Poi il testimone è passato a me e io l’ho raccolto perché le radici non si lasciano al vento. E ho capito quante cose potevano trasmettermi i miei che io non ho saputo cogliere e valorizzare in tempo, occupata dagli impegni familiari e di lavoro, lontana da Trieste e dal nucleo forte dei Lussignani.
     Ma c’erano anche il pudore, la tristezza, l’infelicità, nessuno voleva parlare, ricordare. Lo si poteva fare solo tra parenti e amici di vecchia data. Erano sussurri! 


Il labaro di Lussinpiccolo con il veliero, la capra simbolo dell’Istria, la bandiera italiana e Trieste, sede della Comunità di Lussinpiccolo dei non più residenti a Lussino. (Grafica Renata Fanin Favrini)


     Dopo molti anni, finalmente il muro contro l’Esodo è crollato, e ho potuto rivivere il dramma dei miei genitori, le loro difficoltà di allora. Finalmente riappariva la verità, gli esuli non erano solo fascisti, potevano anche esserlo, ma soprattutto erano italiani e spesso gente che aveva conquistato con fatica e risparmi il proprio benessere. 
     Chi perde ha sempre torto, spesso perde anche la vita con la proprietà, ma non per sempre. 
      Il fascismo, in Italia, è finito nel 1945, siamo una repubblica da 61 anni, abbiamo avuto sempre elezioni regolari con governi di centrodestra, democristiani, poi di centrosinistra, di destra e ora si cambia di nuovo, siamo una democrazia imperfetta, ma pur sempre una democrazia moderna, tipica dei paesi dell’Occidente, ma chi è perfetto?
      Perfetto come chi ha avuto un solo partito al governo dal 1945 al 1990, quello comunista, una dittatura che si reggeva sull’assistenzialismo americano, che permeava di sé scuole, fabbriche, attività, imponeva un’autogestione delle aziende irrealizzabile, economicamente impossibile?
Era la propaganda univoca del regime a creare un’alone di perfezione intorno ai comunismi nazionali, impedendo lo sviluppo di qualsiasi senso critico, spesso, tramite la scuola, anche in persone colte. 

 

 

      La dittatura da noi è terminata nel 1945, nella Yugoslavia nel 1990, quando la Federativa comunista è collassata a seguito della caduta del muro di Berlino nel novembre 1989. Nel giugno 1991 la proclamazione delle tanto agognata indipendenza da parte di Croazia e di Serbia, poi la guerra fino al 1995. Con la scomparsa del dittatore presidente anche in Croazia la democrazia finalmente evolve, è una democrazia, giovane, difficile, ma una vera democrazia.
      La vita continua, Lussino è là e noi l’amiamo anche se non è quella che vorremmo. Vorremmo, però, che, in questa nuova democrazia, un segno della nostra lunga storia di marinai rimanga, e che la Riva di Lussinpiccolo che ha avuto tanti nomi, non cambi  più quello attuale e rimanga dedicata ai capitani lussignani, non solo in lingua croata, ma venga aggiunta anche la scritta in italiano, come in Istria, un omaggio dovuto agli uomini del mare Adriatico - il Golfo di Venezia - quegli uomini che tanto lustro hanno dato all’isola di sogno. 

 

 

Il canale di Privlaca è stato aperto nel 1936 per consentire il transito dalla Valle d’Augusto al Quarnerolo e viceversa alle imbarcazioni di Lussino. Costruito a proprie spese dall’ingegner Nicolò Martinolich titolare del cantiere omonimo.

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Ultimo aggiornamento lunedì 01 gennaio 2007