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Con questo volume
appena pubblicato si conclude la serie dei nostri libri su Lussino.
La prima idea di “Ricordando Lussino” sorse
in una delle nostre riunioni di “Carità e Lavoro” nel 1993; allora
nel nostro libretto io avevo scritto: “...Neera attualmente sta finendo
otto album di fotografie con didascalie e documenti: un vero capolavoro
che prima o poi dovrà essere pubblicato”. “Impossibile, cosa ti viene
in mente, neanche pensarci!” Fu la reazione delle nostre amiche. Intanto
le idee maturavano. Neera, che aveva cominciato questa raccolta quando
preparava la mostra di fotografie di Lussino del 1983 a Trieste,
continuava le ricerche nelle biblioteche, presso parenti, amici,
conoscenti...
L’interesse e il fascino della sua opera
non consistono solo nelle fotografie, alcune splendide, ma anche nei
brani opportunamente citati
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Pietro
Budinich (1745-1782)
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di scrittori
antichi e moderni, nei numerosi documenti spesso inediti, nei
commenti e nelle spiegazioni che fanno rivivere le
varie vicende della vita di ogni giorno.
Nel ’98 quand’ero vicina a Padova per i bagni
termali, vennero a
trovarmi Leila e Fulvia Premuda (che vivono
a Padova). Riprendemmo a parlare delle foto di
Neera, e Leila, sempre piena di risorse, vide la possibilità, attraverso
i suoi figli e amici, di contattare un tipografo.
Da allora le cose proseguirono.
Io avevo già passato in rassegna gli otto album,
prendendo appunti, e
mi ero convinta ancora una volta che
la pubblicazione si poteva fare, che era “necessaria” per
noi tutti.
Alla
fine del ’98 Neera, Paola Vidoli Ratti, Fulvia ed
io ci trovammo una mattina in casa di Leila a Padova
e incontrammo il signor Umberto Rigoni, tipografo
di Piove di Sacco che rimase un po’ stupito e
perplesso di fronte a queste vecchiette molto vivaci, che
parlavano tutte insieme piene di fervore. Però ci trovò
simpatiche, e da allora cominciò l’avventura della
pubblicazione. Non avevamo soldi, affrontammo l’avventura
a rischio. Neera per prima e tutte noi e i nostri
amici raccogliemmo una prima somma, fiduciosi che
le cose sarebbero andate bene.
Gli otto album divennero cinque libri. Il
primo fu quello
della “Madonna Annunziata”,
nel maggio del 1999,
vero capolavoro da tutti apprezzato.
Seguirono gli altri:
II
- I velieri,
2001. Fu pubblicato ultimo per difficoltà tecniche,
anche perché tutto a colori.
III
- Il giro dell’Isola,
maggio 1999
IV
- Barche, regate, pesca, squeri...,
dicembre 1999
V
- I Lussignani,
maggio 2000. Nel 1998
il nostro indimenticabile Giuseppe Favrini
aveva fondato “la Comunità di Lussinpiccolo”, e
ben presto fu lui a prendere contatti con Umberto
Rigoni e ad occuparsi della pubblicazione dei
volumi che di volta in volta venivano annunciati nel
nostro “Foglio”.
Il 18 aprile 2001 i libri furono presentati al
Circolo della Stampa
da Luigi Tomaz. Lo scrittore chersino aveva
capito subito lo spirito dell’opera. Il suo discorso
intelligente e illuminante si concluse, citando le
ultime righe del V volume:
“Ricordando Lussino è un’opera che perpetua
una grande
civiltà. |