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Foglio "Lussino" n.21
pagina 18

La storia di “Mopi”

di Sergio de Luyk

    All’interno della nostra Comunità (di Lussignani non più residenti a Lussino, come Giuseppe Favrini desiderava sempre sottolinare) la generazione dei “figli”, di quanti, nati dopo la fine della seconda guerra mondiale, a Lussino non sono nati ma continuano a sentire forte il vincolo alle loro radici, comincia ormai ad essere più numerosa di quella dei “padri” che hanno dovuto abbandonare nel dopoguerra la loro Isola e, con il passare degli anni, stanno iniziando via via il loro grande viaggio verso l’Eterno... 
     In questa generazione di Lussignani nati
nel dopoguerra al di fuori dei confini isolani abbiamo trovato, su segnalazione del Comandante Eugenio Martinoli, “Mopi”: è nata nel 1952 vicino a Milano, da padre lussignano, ha una forte tempra lussignana, ma non è una persona in carne ed ossa... è una barca di circa 10 metri, costruita da Pietro Tarabocchia “Violincich” a Olgiate Olona (MI) su ordinazione dell’industriale Dante Ceschina e varata a Genova nel 1953. 
     E’ quindi una lussignana di “seconda
generazione” che, recentemente, è stata sottoposta a un importante lavoro di refitting (che ha avuto eco sulla stampa specializzata e sul quotidiano “Il Tirreno”) ad opera del suo attuale armatore, Francesco Barthel al quale siamo profondamente grati per il materiale che ci ha messo disposizione e per il grande amore dimostrato alla storia di questa imbarcazione, del suo costruttore e, in fondo, alla storia stessa della nostra Isola. Nella ricerca delle radici, tema dell’editoriale di questo numero, Mopi ci aiuta a ripercorrere la storia di uno di quei Cantieri che resero Lussino famosa nella Marineria non soltanto italiana.
    
Pietro Tarabocchia nacque a Lussinpiccolo nel 1889, iniziando la sua carriera di maestro d’ascia presso il Cantiere Martinolich. La sua prima costruzione fu una passera da regata di 5 m. (con 30 mq di velatura in seta) il cui proprietario, comandante Eustacchio Tarabocchia, cedeva il timone soltanto ad un giovane studente dell’Istituto Nautico, Tino Straulino. Sposato con Orsolina Nicolich ebbe cinque figli: Giannina (1918), Mario (1919), Giordano (1922), Giovanni (1928) e Annamaria(1931). 
    
Pietro, a metà degli anni ‘20, lasciò Lussino e la famiglia per emigrare in America. Si trasferì a San Francisco ma dopo la crisi del ’29 ritornò a Lussino per fondare il Cantiere Tarabocchia. Pare che all’inizio della sua attività costruisse ancora da mezzo modello e non da piani su carta. Lì appresero l’arte i figli Mario (che iniziò a trasferire su carta le linee estratte dai modelli del padre), Giordano e Gianni e furono costruite golette e cutter come Toosa, Franca, Kaska, Aloha, tutte con una chiara impronta americana.   Nei primi anni ‘50 Pietro fu costretto a chiudere l’attività e accettò di costruire una nuova barca per Dante Ceschina, industriale milanese per il quale aveva già aveva costruito Toosa nel 1935 e Aloha nel 1940.


Foto di Eugenio Martinoli 
La nuova imbarcazione a vela venne costruita presso i capannoni dell’Azienda di Ceschina a Olgiate, con la collaborazione dei falegnami addetti alla manutenzione dei telai.

 

Il figlio Mario si trasferì nel 1956 a New York per lavorare nello Studio Sparkman&Stephens, dove ha acquisito fama mondiale. Tutti i 12 Metri S.I. che dal 1964 al 1980 hanno difeso con successo la prestigiosa Coppa America, sono frutto del suo ingegno. 
     Ritornando a Mopi: dopo il varo avvenuto allo YCI di Genova nel 1953, rimane di proprietà di Dante Ceschina sino al 1979. Diversi armatori si avvicenderanno sino al 2003 (per inciso, nel 1993, armatore Lonati, partecipa a Trieste alla “Barcolana” e al Raduno di Barche d’Epoca), quando viene acquistato da Francesco e Barbara Barthel, attuali proprietari. Un importante lavoro di ristrutturazione e restauro viene eseguito tra il novembre del 2003 e il 2005 presso il Cantiere Francesco Del Carlo di Viareggio, ove viene varato il 14 maggio 2005. Presente al varo il Comandante Eugenio Martinoli, cugino di Pietro Tarabocchia, che ci ha inviato la segnalazione dell’evento
con questo simpatico testo:

      UN ALTRO CUTTER “TARABOCCHIA” E' RITORNATO IN MARE A VIAREGGIO
     
Si tratta del "Mopi" costruito a Olgiate Olona (Milano) nel 1952 da Pietro Tarabocchia “Violincich” su ordinazione dell' industriale Dante Ceschina e varato a Genova nel 1953. 
      L’attuale proprietario è il Sig. Francesco Barthel di Firenze, che conobbi a La Spezia in occasione del varo del “Manta”, un cutter progettato da Mario Tarabocchia e costruito in primo squero a Lussino nel 1935. Il Sig. Barthel mi invitò, assieme alla famiglia, al varo che avvenne a Viareggio il 14 maggio 2005. Madrina del varo è stata proprio la Signora “Mopi”, moglie di Dante Ceschina, che così veniva chiamata affettuosamente dal marito. L'imbarcazione è stata varata nel modo classico, fra suoni di trombe, strumenti a fiato e applausi delle persone presenti. Il rinfresco è stato offerto nel grande capannone del cantiere stesso, fra panfili e macchinari in un clima festoso e famigliare. Di questo varo ne ha parlato perfino “Il Tirreno” nella cronaca di Viareggio, ricordando il costruttore, ed elogiando il cantiere e le maestranze per l'accurato lavoro svolto nel rispetto rigoroso del progetto originale. 

Eugenio Martinoli     

 

Visita degli studenti al Cantiere Tarabocchia anno 1940 circa:
1) Giovanni Niccoli della Marincoviza Barufich; 2) Pietro Straulino (o Haglich); 3) Lisizza; 4) Aldo Darpich?;
5) ...; 6) Bruno Benvenuti; 7) Ernesto Mioni; 8) Luigi Sanna; 9) Amore Gatti; 10)Denaro Archita (professore di
Attrezzatura);
11) Redento Martinoli; 12) Mario Tarabocchia; 13) Beppi Deroia (Spaletta); 14) Piero
Tarabocchia; 
15) Claudio Piccini; 16) Geni Maurin; 17) Wolfang Erf; 18) Carlo Böhm; 19) ...; 20) ...; 
21)
Nicolò Miletich; 22) ...; 23) Giovanni Bussani (Meme).
 

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Ultimo aggiornamento sabato 30 dicembre 2006