Su La nostra presenza oggi a Lussino La Croce del Sud I Lussignani nel Nord America La Batela Ricette cucina Il raduno estivo 2004 Foto: Lapidi da sistemare Foto: Bocca Falsa..

Foglio "Lussino" n.16
pagina 1 e 2

La nostra presenza oggi a Lussino di Giuseppe Favrini

Oserei dire massiccia. Si possono contare sulle dita i Lussignani non più residenti a Lussino che non vi si rechino per soggiornare nella casa in affitto o in albergo o nella casa ancora di proprietà; e questi pochi non vi si recano perché troppo anziani o troppo lontani.

Mi domando spesso in che misura questa nostra massiccia presenza a Lussino contribuisca a raggiungere lo scopo della nostra Comunità di ribadire e proclamare in ogni occasione le nostre storia e cultura.

A prima vista sembra che il contributo sia piccolissimo o non esista affatto o addirittura si tratti di un contributo alla negazione della nostra storia.

Questa nostra presenza, non potendo ovviamente essere aggressiva, può facilmente venir interpretata come accordo con i Nuovi Venuti e con alcuni Rimasti i quali affermano che Lussino sia stata sempre croata, che lingua e cultura siano state imposte dagli occupatori romani, veneti e italiani. Mi pare in effetti difficile interpretare diversamente la nostra presenza a riti religiosi e feste ove si prega e si parla quasi esclusivamente in croato. La Voce del Popolo di Fiume scriveva, il 9 agosto 2004, che, all'incontro del giorno precedente a Lussino di tutti i Lussignani sparsi per il mondo, era anche presente una nostra rappresentanza. Non era vero, ma effettivamente non era facile distinguere fra una rappresentanza ufficiale che non c'era e una massiccia presenza a titolo personale di tanti nostri aderenti.

Vorrei tanto sperare che questa mia sia solo un'interpretazione superficiale e pessimista, che in un non lontano domani la nostra partecipazione all'incontro a Lussino fra Esuli e Rimasti possa essere ufficiale e non contraddittoria con lo scopo della nostra Comunità.

 

Purtroppo la realtà dei fatti non conforta questa mia grande speranza. Nonostante la nostra massiccia, amichevole presenza a Lussino, nonostante il tanto denaro generosamente e amichevolmente profuso dal Governo Italiano perché non si estinguano le nostre lingua e cultura, perché si tengano conferenze e seminari ad alto e altissimo livello, perché i pochi Rimasti possano visitare l'Italia (da una parte di Loro comunque non considerata Madre Patria), l'ostilità per tutto ciò che è veneto e italiano non solo non è diminuita ma forse è aumentata. Non si spiega altrimenti a Lussinpiccolo l'ostinato rifiuto da parte dei Nuovi Venuti e di alcuni Rimasti ad apporre nella Chiesetta di San Giuseppe una targa che oltre al nostro importante contributo al restauro ne ricordi la storia, pur con solo pochissime parole italiane; affissione con la quale il Signor Parroco sarebbe stato d'accordo. Non si spiega altrimenti il rifiuto anche della sola lettura di una nostra pubblicazione, “La Beffa di Lussino”, che descrive un fatto sconosciuto che precedette nel 1918 l'arrivo dell'Italia. Non si spiega perché nei ricordi dei Rimasti primeggino i periodi austriaco, iugoslavo e croato mentre vengano rimossi e cancellati i venti secoli romani e veneti e il trentennio italiano.

Questa impostazione storica viene attinta a piene mani dai mezzi d'informazione italiani. Per il settimanale “Domenica Quiz” alla domanda “Nata a Lussino” la risposta giusta sarebbe “croata”. Per due giornaliste del settimanale “Grazia”, una delle quali di probabili origini lussignane, il vero nome della nostra isola sarebbe “Losin” che deriva da “luzina” cioè boscaglia, Cigale sarebbe solo lo pseudonimo letterario di Cikat. Non esisterebbe il nome italiano Val di Sole. Lo spirito sarebbe mitteleuropeo. Le “Lettere da Zabodaschi” sarebbero solo il racconto di un singolare sfollamento in quella “baia”. Gli esempi sono tanti e vanno a braccetto con la domanda rivolta pochi giorni fa a un nostro aderente che a Lussino aveva difficoltà a farsi comprendere “Come mai un Lussignano non parla croato?”

Il nostro recarsi a Lussino va comunque continuato per testimoniare con la nostra presenza, pur se tacita, la nostra Storia non solo ai tanti Turisti Italiani che affollano l'Isola, ma anche ai Rimasti e ai Nuovi Venuti nella speranza che, sia pure lentamente, aumenti il rispetto nei nostri confronti. Falsificando la Storia si falsifica la nostra identità e ciò rappresenta per chiunque un' offesa. Al Parroco di Lussinpiccolo che precedette l'attuale mi ero rivolto chiamandolo Don Giovanni; mi ha giustamente ripreso precisando che il Suo nome era Don Ivan.

Ma questa testimonianza va data soprattutto in Italia, in ogni occasione, a parole o per iscritto, ad esempio scrivendo alle riviste e ai giornali che offendono la nostra Storia. “Domenica Quiz” ha riportato la lettera di offesa protesta della Signora che ci ha segnalato la domanda sopraccitata: “....io sono nata a Lussino e sono italianissima. Come sono italianissimi tutti i nati a Lussino che sono venuti via da quelle martoriate terre con l'esodo del dopoguerra.....”

 

Su La nostra presenza oggi a Lussino La Croce del Sud I Lussignani nel Nord America La Batela Ricette cucina Il raduno estivo 2004 Foto: Lapidi da sistemare Foto: Bocca Falsa..
Ultimo aggiornamento domenica 12 dicembre 2004