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Foglio "Lussino" n.19
pagina 20 e 21
La donna in Istria e in Dalmazia

di Licia Giadrossi-Gloria

Nel mese di ottobre 2005, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma è stata sede di una mostra originale e innovativa, ideata, curata e dedicata da Giusy Criscione, nipote dello scrittore lussignano Giani Stuparich, alle donne istriane e dalmate in un arco di tempo che va dalla fine del ‘500 fino all’esodo.

E’ in assoluto la prima esposizione su questo  tema ed è stata realizzata dall’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia e dalla Biblioteca stessa con il patrocinio dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero dei Beni Culturali.


 

 

 

Il percorso espositivo si articolava in otto sezioni con l’obiettivo di indagare e di mettere in evidenza i ruoli svolti dalle donne nella storia e nella cultura dell’Istria, del Quarnero e della Dalmazia:

 

- Le donne e il mare;
- Donna e madre;
- Le tradizioni
- Le famiglie;
- Donne al lavoro
- La donna illustre;
- L’esodo;
- Costume e costumi;
- Ritratti e tipi.

 

 

 

 

 

Il vissuto delle donne di queste regioni di antico  insediamento e di civiltà italiane, che è emerso dalle immagini, dai dipinti, dalle stampe, dai documenti, dagli scritti, dai costumi, dagli oggetti, testimonia un universo femminile fatto di fierezza, di carattere, di determinazione, di resistenza alla fatica, di senso del dovere e della famiglia, anche se non mancavano esempi di atteggiamenti moderni e di spregiudicatezza. La ricerca del materiale è stata lunga e difficile, perché l’esodo ha disperso istriani, lussignani e dalmati per l’Italia e per il mondo, e quindi molti reperti e ricordi sono andati perduti.

            

     Un ricco corpus di fotografie, specie quelle di Luciano Morpurgo che ritraggono le condizioni di vita delle contadine istriane dei primi ‘900, proviene dall’Istituto Centrale per il Catalogo di Roma, mentre quelle di Neera Hreglich e dei suoi libri Ricordando Lussino rievocano la vita delle lussignane: ecco allora numerosi ritratti di donne austere con la “bendizza” di lino finissimo, foto di matriarche impettite, orgogliose della propria famiglia e del benessere conquistato con grande fatica e gestito con altrettanta oculatezza. E poi qualche storia di donne emergenti che la mostra ha avuto il merito di recuperare e far conoscere al pubblico come quella di Bianca Kaschmann, figlia del famoso baritono lussignano Giuseppe Kaschmann. 
     Donna molto bella, era sempre circondata da uno stuolo di ammiratori, tra cui anche Gabriele D'Annunzio. Sposò in prime nozze il conte Chigi dal quale ebbe in seguito l'annullamento, in seconde nozze sposò Aldo Pellegrini, amico di Balbo, morto a seguito di un sabotaggio sul suo aereo. 

 

Anche Bianca cantava, generalmente in piccoli circoli e, dal momento che frequentava l'alta società, in occasione di feste di beneficenza e di riunioni mondane. Morì, negli anni ‘70, a più di ottanta anni. 
     L’esposizione presentava opere di Augusto Tischbein, di Giuseppe Lallich, di Pietro Marchesi, caricature e ritratti di Eugenio Bosa, documenti privati di famiglie illustri; testimonianze di donne celebri nella letteratura e nello spettacolo, poetesse, scrittrici, danzatrici, attrici come le sorelle Irma ed Emma Grammatica, Alida Valli. E poi oggetti di uso quotidiano, costumi di Neresine, ricordi inediti emersi dalle memorie di famiglia. Perché allora erano le lettere e i diari gli unici mezzi di comunicazione tra i naviganti e i parenti, molto preziosi per ricostruire ora la vita dell’epoca.      
L’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia intende farne un’esposizione itinerante che giungerà - si spera - anche a Trieste, dove sicuramente desterà grande interesse, perché la città giuliana è sede e memoria storica dell’esodo.  A Trieste Giusy Criscione ha presentato, a fine novembre, un libro inedito del nonno Giani Stuparich dedicato alla moglie Elodì: A Elodì piccolo dono ti faccio per le Edizioni Parnaso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento domenica 30 aprile 2006