Foglio "Lussino"
n.23
pagina 13, 14, 15 e 16
La
discendenza di Mary e Leandro Ivancich
da un sonetto del 1884 ai giorni nostri
di Rita Cramer Giovannini
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Lei, la ventiduenne Maria Teresa detta Mary, era la figlia primogenita,
nata a Lussinpiccolo, di Giuseppina Cosulich, “siora Beppa”, e di
Antonio Romano Ivancich. Quest’ultimo sei anni prima era naufragato
assieme al fratello ventiquattrenne Paolo Giuseppe quando, al comando del
Bark austroungarico “Proserpina”, a due giorni di navigazione da New
York, sulla rotta verso casa con un carico di grano, si era imbattuto in
un tremendo uragano. |
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Molto
probabilmente ci sarà comunque stata una folla di parenti, a cominciare
dallo zio paterno, il celeberrimo Antonio Celestino Ivancich e i suoi
figli, tra cui Ernesto che sarebbe diventato consuocero di Leandro, venuti
per l’occasione da Fiume. Poi altri cugini, a decine. Di sicuro saranno arrivate da Lussinpiccolo le “Donossípovice” figlie dello zio Celestino Andrea, scomparso già da dieci anni e i loro fratelli, tra cui il ventitreenne Giuseppe che sarebbe poi diventato genero di Leandro. L’unione di Mary e Leandro, che fu successivamente comandante del Lloyd austroungarico, fu benedetta dalla nascita di cinque figli. Tre nacquero a breve distanza l’uno dall’altro: Massimo nel 1885, Giuseppe nel 1887 e Pia nel 1888. |
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Erano
bravi ragazzi vivaci e molto uniti e Pia cresceva come un maschiaccio (sue
testuali parole) insieme ai fratelli, compagni inseparabili di giochi. Con il nuovo secolo, dopo sedici anni di matrimonio, nacque Bruna, chiamata affettuosamente Brunetta, e dopo tre anni l’ultimogenita Maria Annunziata. La foto ritrae la splendida famiglia poco prima del 1910, anno in cui, il 5 di ottobre, Pia, meravigliosa creatura maestra di stile e di vita, andò in sposa al primo cugino di Leandro, capitano di vascello Giuseppe (Bepi) Ivancich.
Nonna Pia raccontava che all’epoca del suo matrimonio era
appena iniziata la costruzione a Trieste dell’Hotel Excelsior, proprio
di fronte alla casa di Mary e Leandro: gran parte degli innumerevoli vasi
di fiori arrivati per le nozze, che erano stati disposti nei saloni che
davano su quella che ora è la via Cadorna, andarono in frantumi a causa
dei lavori di scavo per le fondamenta dell’Hotel.
Famiglia di Paolo Giovannini sul molo di Poliana. Da sinistra: Paolo, Rita, Riccardo Chiurco (marito di Alessandra), Alessandra, Loris Pisani (marito di Cristina), Cristina, Alberto
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Nuvole oscure si stavano però addensando su quel mondo e su quella famiglia. Nel 1915 la famigliola si trasferì a Laibach (Lubiana) dove Bepi era stato richiamato come ufficiale della riserva in seguito allo scoppio della guerra. Egli era rimasto in servizio attivo della Marina fino al 1909, anno in cui era andato in quiescenza per contrarre matrimonio. Fu a Lubiana che Pia diede prematuramente alla luce la terzogenita Noretta, sia per il dolore fisico dovuto all’amputazione senza anestesia della falange del dito indice a causa di un’infezione, sia per quello morale causato dalla malattia della sorellina Bruna che sarebbe morta dopo una settimana a soli quindici anni. Fu a Lubiana che il quartogenito di Pia e Giuseppe, Giorgio, morì dopo soli nove giorni di vita. Fu durante la guerra e a causa delle cattive condizioni di vita che Giuseppe, secondogenito di Mary e Leandro, si ammalò ai polmoni di quella malattia che ne causò la morte nel 1920.
Finita la guerra, Pia e Giuseppe tornarono a Trieste, dove misero
finalmente casa in via del Lazzaretto Vecchio 11.
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Il 1933 fu un brutto anno. Dopo quasi cinquant’anni di vita in comune,
“nell’alterna fortuna che a’ viventi
rende or la vita esagitata, or lieta”,
il 10 ottobre Leandro morì. Mary non poteva restare sola in una casa tanto
grande, così andò a vivere con Pia e i ragazzi nell’appartamento di
via Lazzaretto fino alla sua morte il 18 ottobre 1944.
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Famiglia di Paolo Giovannini sul molo di Poliana. Da sinistra: Paolo, Rita, Riccardo Chiurco (marito di Alessandra), Alessandra, Loris Pisani (marito di Cristina), Cristina, Alberto |
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