Su La nostra presenza oggi a Lussino La Croce del Sud I Lussignani nel Nord America La Batela Ricette cucina Il raduno estivo 2004 Foto: Lapidi da sistemare Foto: Bocca Falsa..
Foglio "Lussino" n.16
pagina 7

La “ Croce del Sud”, l’Adonita “, il “Dorello” di Doretta Martinoli

      Nel cantiere Marco U. Martinolich non si costruirono solo navi ma anche - e questo accadde in particolare negli anni ’30 - numerosi yachts, splendide golette e catchs (ketchs) che venivano commissionati da italiani e da appassionati del mare di oltre oceano.

Il fiore all’occhiello, forse perché la più conosciuta, fu e rimane tutt’ora la “Croce del Sud” progettata da Nicolò Martinoli. E’ uno dei pochi yachts d’epoca che, fin dal varo, appartiene alla stessa famiglia di armatori e non ha mai cambiato nome. Lo volle Ezio Granelli, industriale farmaceutico, che lo commissionò ai cantieri Martinolich nel novembre 1930 e lo gestì fino alla sua morte, tenendo uno scrupoloso giornale di bordo per oltre vent’anni. Nel 1957 la barca passò al genero, Bruno Mentasti, il patron della San Pellegrino, che ne ha cura tuttora. Una lunga storia di famiglia interrottasi soltanto durante l’ultima guerra quando l’imbarcazione venne requisita dalla Marina tedesca e destinata ad alloggi per ufficiali. 
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 La Croce del Sud ha lo scafo in acciaio con l’armo tipico delle golette a palo (tre alberi) con una grande randa bermudiana, una lunghezza fuori tutto di 37 metri, 27 m al galleggiamento, una larghezza di 7.80 m, un dislocamento di 280 tonnellate, la superficie velica è di 886 metri quadrati. Il primo comandante è stato Gino Treleani. Gli interni sono molto lussuosi e ben mantenuti. Ha fatto crociere in tutto il Mediterraneo; è stata più volte in Mar Rosso fino a Gibuti e in Atlantico alle Canarie. E’ una presenza tradizionale ai principali raduni di vele d’epoca. Il varo è avvenuto nel 1931 ed è costata 1.650.000 lire

Altro yacht bellissimo disegnato e costruito da Nicolò Martinoli era l’”Adonita” commissionata dal marchese Dal Pozzo che non riuscì a pagarla e che, quindi, rimase per un periodo in carico al suo costruttore. Durante una crociera nel Canal de Zara riuscì con vento favorevole a raggiungere, con le sue vele, i 18 nodi. Nessuno voleva crederci, ma venduta finalmente in Costa Azzurra, riconfermò quella velocità in parecchie regate! Grandissima fu la soddisfazione di mio padre, era una barca di vera e nobile stazza internazionale da regata.

Un giorno a Lussinpiccolo arrivò un signore americano, Mr. Bachelder che, invaghitosi della signorina Pia detta Masciòn, si fermò a Lussino e reclamizzò gli yachts di Nicolò Martinoli in America, cosicché ben cinque golette vennero costruite per i clienti americani. Il trasporto in America era curato dallo zio Giuseppe, fratello di papà, con tutto l’equipaggio lussignano. Facevano la prima regata e poi, quasi sempre vincitori, ritornavano a casa. La goletta “Dorello”, comprata da un altro americano e chiamata poi “Morning Star”, fu trasformata in ketch: fino a circa trent’anni fa deteneva il record della San Francisco-Honolulu allorché, dopo aver attraversato il canale di Panama per partecipare a una regata in Atlantico, venne investita da un uragano nel Golfo del Messico e affondata.

 

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Ultimo aggiornamento domenica 12 dicembre 2004