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Foglio "Lussino" n.21
pagina 10

Giuseppe Favrini

Borsa di studio "Giuseppe Favrini"
 di Euro 2.000,00
annuale rateata e ripetibile per il corso di studi universitari successivi al triennio di base per il conseguimento della laurea.

     Per ricordare Giuseppe Favrini, esule, fondatore della Comunità degli italiani non più residenti a Lussinpiccolo con sede a Trieste, attuario, dirigente d'azienda, appassionato insegnante, profondamente legato alle sue radici isolane ed agli Ideali di Patria, la moglie Renata Fanin Favrini istituisce una borsa di studio a favore di uno studente universitario discendente da una famiglia di esuli dalla Venezia Giulia, Isole Quarnesine e Dalmazia e appartenente a nucleo familiare associato preferibilmente alla Comunità di Lussinpiccolo o ad altra comunità di esuli.

     Possono fare domanda gli studenti che abbiano concluso con ottimo profitto il corso universitario triennale in una Università italiana e intendano proseguire gli studi.

    L'ammontare della borsa verrà diviso in rate semestrali uguali di € 1.000,00 ciascuna, la prima delle quali all'inizio del IV anno accademico.
    La concessione delle annualità successive alla prima saranno subordinate ai risultati conseguiti nei semestri precedenti.

    Viene istituita una Commissione per la valutazione delle domande e l'attribuzione della borsa.
    Il giudizio della Commissione è insindacabile.
    La composizione della Commissione è definita dal regolamento depositato presso la Comunità di Lussinpiccolo Trieste - via Denza n.5 - Tel. 040 305365 - E-Mail:
favrini@ciaoweb.net

    L'assegno sarà consegnato in occasione della riunione annuale della Comunità di Lussinpiccolo per la festa del patrono S. Martino, la prima volta il giorno 11 novembre 2006.

La domanda deve pervenire alla Comunità di Lussinpiccolo - via Denza 5 - 34124 Trieste entro il 15 ottobre 2006 e dovrà essere corredata dai seguenti documenti:

Cittadinanza italiana
Appartenenza ad una associazione di esuli
Fotocopia del libretto universitario o, in alternativa, del diploma di laurea triennale
Fotocopia dell'iscrizione al IV anno di laurea.

 

Traversie dell’esodo

di Silva Gellussich

    Il 29 luglio 1949 scappammo da Lucizza con la barca di famiglia adattata ad attraversare l’Adriatico per raggiungere Ancona. Eravamo tutti, mio marito 
Dino, io Silva Gellussich, i figli Mario e Sergio - il terzo era in arrivo - e il suocero Domenico. A noi si era aggiunta una famiglia di Zagabria.
    Partimmo nel tardo pomeriggio e affrontammo la
traversata a vela e a motore e incontrammo un forte “neverin”. Approdati felicemente ad Ancona, venimmo subito spruzzati di DDT e ricoverati in un alloggio di fortuna dove rimanemmo per otto giorni. In seguito fummo trasferiti al Campo Profughi di Alberobello per tre mesi. 
    Poi potemmo trasferirci a Venezia grazie all’ospitalità
dell’amica Maria Moro; abitavamo tutti in un’unica stanza. Da lì passammo in camere d’affitto con comodo di cucina. L’incontro con Lidia Straulino, sorella di Tino, fu molto importante per noi perché ci soccorse sia finanziariamente, sia perché aiutò mio marito Dino a trovare imbarco sulle navi dei Costa. Le saremo sempre grati e la ricordiamo con grande affetto e riconoscenza.

 

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Ultimo aggiornamento lunedì 01 gennaio 2007