Foglio "Lussino" n.21
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| Monsignor Nevio Martinoli e i fratelli Cosulich di Genova alla Messa di Peschiera 2006. |
Ancora su mio papà el Mirto Martinoli... di Don Nevio
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Sono tanti i ricordi e la mia memoria cerca di farsi strada e di mettere
nero su bianco… |
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A proposito ancora di uccellini, rammento quante volte il comandante Marco
Simicich, allora Primo Ufficiale a bordo dell’UNIONE, ricordava che, in
uno dei viaggi da Bari a Durazzo, alla partenza da quest’ultimo, mentre
si trovava a prua per il ritiro dell’ancora, vide mio padre che si
sbracciava dal ponte di comando, facendo segni verso il cielo. Lui si
impaurì, perché per il rumore della catena temeva di non aver sentito il
rombo degli aerei. Subito el Mirto urlò: “Ferma
tutto! Non senti il canto dello stormo di cardellini che stanno passando
sopra di noi?!!!” Avrei tante cose da raccontare ma credo di aver esagerato nei particolari di casa mia e non so se agli altri possano interessare. Comunque di mio padre ho un grandissimo e grato ricordo, anche se poco del suo tempo lo trascorreva in casa e moltissimo lo dedicava alla navigazione, perché ha lasciato la sua impronta nel nostro modo di vivere, di trattare gli altri, di non interessarsi alle chiacchiere che possono offendere o far nascere liti tra famiglie e tanti altri piccoli segnali che rendono disponibili verso gli altri e alieni da diatribe e discussioni. Ogni volta che a Genova ho incontrato persone che lo avevano avuto come Ufficiale o Comandante, tutti lo ricordavano come una persona squisita. Quanto alla puntualità era veramente austriaco! “Gli orari sono orari e si devono rispettare” - diceva sempre. I minuti lasciati a se stessi possono diventare ore e non bisogna mai far attendere gli altri. |
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archivio Sergio de Luyk |