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Foglio "Lussino" n.21
pagina 8 e 9

Ancora sull’Istituto Nautico “Nazario Sauro”

Carli Böhm, medaglia di bronzo al valor militare “sul campo”

    Dopo il diploma all’Istituto Nautico Nazario Sauro di Lussinpiccolo, Carli Böhm frequentò l’Accademia Navale di Livorno. Venne subito imbarcato dapprima sulla torpediniera Pleiade e poi sull’Alcione e inviato in Dalmazia e in Grecia. Nel dicembre del ‘41 la nave venne affondata ed egli venne trasferito a Pola sulla nave-scuola “Cristoforo Colombo” in qualità di istruttore per gli allievi ufficiali, poi, siccome conosceva bene il tedesco, venne trasferito al cacciatorpediniere Hermes che faceva scorta ai convogli da Salamina al Nord Africa. Allorché pure questo venne affondato al largo di Biserta, il caposezione del reparto di collegamento degli ufficiali, il comandante lussignano Cosulich lo consigliò di rientrare in Italia in attesa di ordini a mezzo di una nave ospedale che trasportava le truppe ferite. Invece casualmente incontrò un compagno di Accademia e si imbarcò con lui sulla fatale motozattera che trasportava materiali da guerra e al largo di Biserta venne falciato dalle mitragliatrici americane. 
     Prima dell’onoreficenza italiana egli venne decorato con la Croce di Ferro di seconda e di prima classe dalla Marina tedesca per il servizio svolto sul cacciatorpediniere Hermes.  

 

  

     Padre M. Musmarra, Paternò, 23 novembre 1958 
   
Io ero cappellano di un Reggimento Bersaglieri, il 7°, in Africa; diverse peripezie mi portarono sulla motozattera con il tenente Carlo Böhm... un feroce mitragliamento lo colpì alla gola, si era nei primi giorni del mese di maggio del 1943. 
     Lo seppellii io nella zona di Korbus... poi venne la resa... la prigionia... Tornando, Lussino non era più nostra... Il suo nome non si è mai cancellato dalla mia
memoria.

 

 

    

     I FRATELLI BÖHM

     Il fratello Gigi, di cinque anni più giovane, era più estroverso e allegro del maggiore, frequentò l’Istituto Nautico, e si allontanò da Lussino l’11 settembre 1943 con Mario Miletich e Nicolò Nesi, attraversando l’Adriatico e riuscì a diplomarsi in Italia nel 1947
Vive a Trieste dal 1950. Alfredo il più giovane è nato nel
1934, ha frequentato l’Istituto Nautico di Trieste e ambedue hanno navigato il primo nella marina libera e il secondo con il Lloyd Triestino.
Gigi Böhm nel 1983 è
stato insignito della medaglia d’oro di lunga navigazione per 27 anni di navigazione effettiva.

 

I nostri nomi non compaiono nella ristampa della Nautica

di Laura Martinolich Spinelli    

     Nell’incontro di Peschiera dell’anno scorso, sono stata una delle prime persone che ha acquistato con tanto piacere il volume del nostro caro Istituto Tecnico Nautico “Nazario Sauro” di Lussinpiccolo. Naturalmente, ritornata a casa, l’ho letto tutto. Mi sono soffermata di più sulle pagine che riportano l’elenco di chi ha frequentato la nostra cara Scuola. Dispiacente però per non aver trovato il mio nome, né quello di tante altre mie compagne. Affidandomi alla memoria ho cercato di ricordare i nomi che, come il mio, non figuravano nell’elenco. Io sono Laura Martinolich, nata il 23.12.1928 a Lussinpiccolo, dove ho abitato in II Squero fino al 4 aprile 1961. Dal 5 aprile 1961 abito a Venezia. A Lussinpiccolo ho frequentato le scuole tecniche o medie negli anni scolastici 1940-41, 1941-42, 1942-43; queste, oltre a quelle che sono nominate nel Libro, sono quelle che mancano: 
   
Calcagno Maria di Sansego; Caselli Duilia di Lussingrande; Corrias Giulia di Cagliari; Dezelin Lidia di Lussinpiccolo; Ferrando Fernanda di Lussinpiccolo; Martinolich Laura di Lussinpiccolo; Piccoli Marzia di Fano; Tarabocchia Maria di Lussinpiccolo. La sezione maschile era a parte. L’anno scolastico 1943-44, chiamato IV tecnica, non l’ho frequentato. Ho ripreso la scuola nell’anno1944-45 e invece di IV tecnica si chiamava I liceo Nautico. Avevo altre compagne e c’erano anche 3 maschi presenti nell’elenco del Libro, e cioè, Fillini Francesco, Pogliani Antonio e Tremolin Luigino. 
  

   Eravamo 11 in tutto e le 8 femmine non sono nominate. Eccole: 
    Arnoldo Bruna di Forno di Zoldo, Crall Emilia di Lussinpiccolo, Cattalini Liliana di Zara, Lettich Luisa di Lussingrande, Martinolich Laura di Lussinpiccolo, Niccoli Elena di Lussinpiccolo, Palazzolo Maria e Zorovich Licia di Lussingrande. 
    Mi ero iscritta nell’anno 1945-46 alla II Liceo Nautico, ma ero rimasta l’unica femmina, timida e impacciata, e così mi sono ritirata. Altre mie compagne si erano pure ritirate o erano andate via da Lussino. 
     Cara Licia, ti sarei tanto grata, come lo sarebbero tante altre mie compagne, se in qualche modo si potessero inserire questi nomi in un’eventuale ristampa del volume della “Nautica” o almeno in un inserto nel Foglio” Lussino” da poter staccare e conservare nel volume. Ti ringrazio tantissimo, ti abbraccio affettuosamente e sono sempre la Lussignana de II Squero. 
     Un caro saluto e un ringraziamento al nostro caro Don Nevio e a tutti i collaboratori. 

     Gentilissima Laura, purtroppo il volume della Nautica scritto nel 1954-55, non è completo. Se riusciremo a fare un’altra ristampa dei due volumi, cercheremo di colmare le involontarie lacune di allora; nel frattempo faremo tesoro della tua e di altre segnalazioni e, in uno dei prossimi Fogli, pubblicheremo i nomi mancanti. 

Nazario Sauro

di Alfeo Martinoli

    L’Istituto Nautico di Lussinpiccolo venne intitolato al nome di “Nazario Sauro”, il 15 aprile 1923 con la partecipazione del figlio del martire, Nino. Il 10 agosto 2006 ricorre il novantesimo anniversario della morte eroica del nostro irredentista Nazario Sauro. 
     Nato a Capodistria, avendo frequentato l’Accademia
Nautica di Triestre, il 24 maggio 1915, giorno in cui il governo italiano dichiarò guerra all'Imperio Austro-Ungarico, si arruolò con il grado di tenente nella Marina Italiana. Pur conoscendo molto bene la costa dalmata, imbarcato sul sottomarino “Pullino”, fatalità volle che, sotto una fitta nebbia, il “Pullino” fosse finito in secca sullo scoglio di Galiola, al nord dell’Isola di Lussino. Dopo aver messo in salvo l’equipaggio, Sauro sapeva bene che per la sua situazione di irredentista, cadendo nelle mani degli austriaci, andava incontro alla morte. Cercò di scappare con una barchetta, vogando e dirigendosi verso la costa italiana, ma una corvetta austriaca lo fece prigioniero. Portato a Pola, venne subito processato. Per condannarlo lo misero a confronto con la madre e la sorella, che negarono di essere parenti, ma altri avevano dichiarato la sua identità. La corte pronunciò la sentenza a morte. All’arrivo dei suoi carnefici si avviò al patibolo al grido di: “Viva l'Italia!”. Come detto sopra, per questo eroismo dell’irredentista il nostro caro Istituto Tecnico-Nautico di Lussino fu intitolato: “Nazario Sauro”.

 

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Ultimo aggiornamento sabato 16 dicembre 2006