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Foglio "Lussino" n.20
pagina 14 e 15

Ancora sull’Istituto Nautico “Nazario Sauro”

     La rivista TTM Tecnologie Trasporti Mare - L’Automazione navale - La rivista dello Shipping e della nautica, Editore L’Automazione Navale s.r.l. con sede a Genova, ha dato notizia nel numero 6 dei mesi novembre-dicembre 2005 della ristampa, fatta dalla nostra Comunità nello stesso anno, del volume unico comprendente i libri editi in occasione del cinquantesimo anniversario dell’istituzione della I.R.Scuola Nautica e del centenario dell’Istituto Nautico di Lussinpiccolo. 
     Il direttore responsabile della rivista TTM, Signor Decio Lucano, ci ha cortesemente dato notizia ed inviato la rivista. Riportiamo di seguito l’articolo: 
      «Per Edizione Comunità di Lussinpiccolo, Trieste, è stato presentato a Peschiera del Garda, un prestigioso volume dalla copertina cartonata e ricco di testimonianze, documentazioni e fotografie che accorpa la ristampa in un’unica pubblicazione della storia del 50° e del centenario della Scuola Nautica Statale di Lussino.

     In tutto 150 anni di attività di questa scuola che ha preparato e formato generazioni di capitani, di armatori, di tecnici sotto tre amministrazioni, quella veneta, quella austriaca e quella italiana. 
     Una terra, anzi un’isola, Lussino, amministrata
dai romani, dai veneti, dagli austriaci e dagli italiani. 
     L’istruzione nautica a Lussino ebbe inizio già nel
1804 finanziata dagli utili della prima compagnia di assicurazioni lussignana denominata “Cancello di Sicurtà” dove la lingua italiana era la lingua madre. E’ un libro di storia, bellissimo, e non solo di marineria ma anche di cultura che consigliamo agli appassionati e ai discendenti dei lussignani.» 

 

 

 

I miei insegnanti della Nautica

di Alfeo Martinoli

     Ho frequentato l’Istituto Tecnico Nautico di Lussinpiccolo per otto anni, dall’anno scolastico 1938-39 all’anno 1945-46, perché sono stato bocciato e ho dovuto ripetere la seconda media. Mi sono diplomato a Genova, dopo l’esodo, alla fine dell’anno scolastico 1946-47.
     Nel mio lungo periodo lussignano di scuola ho avuto dei validi insegnanti che mi hanno accompagnato negli studi, capaci di svolgere in modo eccellente le loro mansioni per farmi ottenere il titolo di capitano di lungo corso. Professori di alto livello che hanno dimostrato
di trasmettere la loro professionalità ai loro alunni diplomati, i quali, a carriera intrapresa, hanno fatto onore all’Italia nel mondo intero, specialmente durante la seconda guerra mondiale, proprio grazie a questa professionalità marinara: 
     
Nicolò Bertogna: professore di lavoro manuale. Falegname: con lui ho appreso parecchie nozioni del lavoro al legno; era pure mio maestro di musica al G.I.L. 
     
Elsa Bragato: professoressa d’inglese al Nautico. Siccome era mia cugina, mi teneva a bacchetta e così voglia o non voglia dovevo studiare. Dopo l’occupazione dell’isola da parte dei titini, passò dei bruttissimi periodi per parecchi mesi. 
     
Michele Caputo: professore di disegno alle medie, napoletano, piccolo di statura. Un giorno il mio amico Pompeo, mentre l’insegnante passeggiava in mezzo ai banchi, si alzò e gli chiese se poteva misurarsi con lui per vedere chi dei due fosse più alto: sospensione per dieci giorni! 
      Don Emerico Ceci
: professore di religione e, per un periodo, di latino alle medie, preside “ad interim” nel 1943-44. Nato a Lagosta ma lussignano di adozione. 
      Eugenio Cherubini
: attrezzatura-esercitazioni marinare. Da giovane aveva navigato con mio padre
Mirto; mi seguiva e, più di una volta,mi rimproverava di non essermi preparato per l’interrogazione. 
     Giovanni Colombis
, farmacista: professore di scienze naturali, quarta media. 
    
Paola Cosulich: professoressa di francese. L’ho incontrata a Genova nel 1987, durante una riunione di lussignani; si ricordava di me come di un alunno piuttosto
svogliato. 
     Oscar Gayer
: professore superlativo di matematica e di disegno geometrico. Con lui imparava anche il più asino della classe. Spiegava, ripeteva e poi chiamava alla lavagna gli alunni affinché tutti fossero sicuri di aver capito la lezione. Non avevo mai incontrato una persona così puntuale come lo era lui. Quando suonava il campanello si
trovava già in classe, terminata l’ora di lezione, in punto usciva. 

Ho ancora presente la volta che, mentre rispiegava la lezione e stava scrivendo il numero 2 ed era a metà scritta, suonò il campanello, lui lasciò cadere il gesso e uscì dalla classe.
     Un giorno, con la marea alta, si era inondata completamente la piazza Dante e noi studenti eravamo tutti contenti di non poter andare a scuola. Bisognava attraversare la piazza, la prima ora era di matematica, il professore si avvicinava... Suonò il campanello, l’insegnante si alzò i pantaloni e si diresse verso la scuola con l’acqua alle caviglie, e noi mogi mogi, dietro a lui. 

     Don Tullio Giadrossi: religione alle superiori. Era un sacerdote un po’ timido e noi studenti si approfittava della sua timidezza e della sua bontà. 
     Nel 1987 l’ho rivisto a Trieste dopo 41 anni e mi disse che era ancora in possesso di un mio quaderno di matematica della prima superiore, dato in prestito nel 1942. Se ne serviva per dare delle lezioni di recupero a un suo alunno. Il giorno dopo a Basovizza me lo restituì e io lo tengo come ricordo mio di scuola e del mio professore, passato da diversi anni a miglior vita. 

     Ugo Guttini
: professore di storia e geografia  economica. Giovane, sportivo, giocava a calcio con noi studenti. 
     Carlo Hoffmann
: professore di astronomia e navigazione, dopo la chiusura dell’Istituto, insegnò a Fiume. Era sempre vestito con abiti scuri e, quando si entusiasmava nell’insegnare, con il gesso in mano, finita la lezione, l’abito era tutto bianco. Con lui si imparava bene; quando il tempo era favorevole, si andava a Cigale col sestante per far pratica e molto spesso ci portava a compensare delle  bussole, perché era uno specialista in compensazione. 
     Per farci capire i segni negativi o positivi, si inventava sempre qualche modo particolare: per esempio diceva: “Dalla prora bussola (Pb) alla prora vera (Pv) lascia i segni come che i iera”. E così in altre occasioni.
     L’ultimo anno del Nautico, a Genova, non ho mai dovuto aprire un libro sia di astronomia che di navigazione, dato che io avevo complementato a Lussino queste due materie.

     Giuliana Piccini: insegnante di stenografia, sorella di un mio grande amico, il cap. Claudio Piccini.
    
Francesco Pinelli: professore di italiano. Al primo compito non c’era stato un alunno che avesse superato il 6. Un errore di ortografia e subito arrivava il 4. 
     Marco Pogliacco
: storia e geografia, è stato preside dell’Istituto Nautico per ben sette anni. 
   
Marucci Rade: latino e italiano alle medie. 
     Attila Rusch
: educazione fisica maschile. Ci si preparava per il saggio ginnico di fine anno, 24 maggio, sempre al campo sportivo. 
     Giovanni Siercovich
: latino e italiano alle medie e diritto navale alle superiori. Con l’arrivo dei titini ha passato dei brutti periodi. Incarcerato per parecchio tempo, aveva sofferto il massimo che può soffrire un uomo. 
     Laura Stampalia
: latino e italiano, quando frequentavo la terza media. 
   
Mario Tarabocchia: professore di disegno geometrico descrittivo. Progettista di barche da 12 metri
in U.S.A. Fra queste il “Courageous”, vincitore di due Coppe America, nel 1974 e nel 1977. 
   
Livia Tedaldi: professoressa di disegno alle medie. 
    Zita Treleani: latino e italiano in seconda media. Mi aveva rimandato a settembre in entrambe le materie. A settembre venni bocciato in latino e dovetti ripetere l’anno. La bocciatura mi servì da esperienza e in seguito non sono mai stato rimandato in nessuna materia durante la mia carriera scolastica. 
     Tutto il periodo di studi per me è stato bellissimo, anche se diversi anni li ho trascorsi sotto i bombardamenti. Si era poi interrotto con la venuta dei miei sempre “simpaticissimi” slavi! 
     I ricordi di quegli anni trascorsi a Lussinpiccolo
sono sempre molto vivi, anni trascorsi all’Istituto Tecnico Nautico “Nazario Sauro”.  

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Ultimo aggiornamento mercoledì 01 novembre 2006