Foglio "Lussino" n.20
pagina 14 e 15
Ancora sull’Istituto Nautico “Nazario Sauro”
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La rivista TTM Tecnologie Trasporti Mare - L’Automazione navale - La
rivista dello Shipping e della nautica, Editore L’Automazione Navale
s.r.l. con sede a Genova, ha dato notizia nel numero 6 dei mesi
novembre-dicembre 2005 della ristampa, fatta dalla nostra Comunità
nello stesso anno, del volume unico comprendente i libri editi in
occasione del cinquantesimo anniversario dell’istituzione della
I.R.Scuola Nautica e del centenario dell’Istituto Nautico di
Lussinpiccolo. |
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I
miei insegnanti della Nautica
di
Alfeo Martinoli
Ho frequentato l’Istituto Tecnico Nautico di Lussinpiccolo per otto anni,
dall’anno scolastico 1938-39 all’anno 1945-46, perché sono stato bocciato e
ho dovuto ripetere la seconda media. Mi sono diplomato a Genova, dopo l’esodo,
alla fine dell’anno scolastico 1946-47.
Nel mio lungo periodo lussignano di scuola ho avuto dei
validi insegnanti che mi hanno accompagnato negli studi, capaci di svolgere in
modo eccellente le loro mansioni per farmi ottenere il titolo di capitano di
lungo corso. Professori di alto livello che hanno dimostrato di
trasmettere la loro professionalità ai loro alunni diplomati, i quali, a
carriera intrapresa, hanno fatto onore all’Italia nel mondo intero,
specialmente durante la seconda guerra mondiale, proprio grazie a questa
professionalità marinara:
Nicolò
Bertogna:
professore di lavoro manuale. Falegname: con lui ho appreso parecchie nozioni
del lavoro al legno; era pure mio maestro di musica al G.I.L.
Elsa
Bragato:
professoressa d’inglese al Nautico. Siccome era mia cugina, mi teneva a
bacchetta e così voglia o non voglia dovevo studiare. Dopo l’occupazione
dell’isola da parte dei titini, passò dei bruttissimi periodi per parecchi
mesi.
Michele
Caputo:
professore di disegno alle medie, napoletano, piccolo di statura. Un giorno il
mio amico Pompeo, mentre l’insegnante passeggiava in mezzo ai banchi, si alzò
e gli chiese se poteva misurarsi con lui per vedere chi dei due fosse più alto:
sospensione per dieci giorni!
Don Emerico Ceci:
professore di religione e, per un periodo, di latino alle medie, preside “ad
interim” nel 1943-44. Nato a Lagosta ma lussignano di adozione.
Eugenio Cherubini:
attrezzatura-esercitazioni marinare. Da giovane aveva navigato con mio padre Mirto;
mi seguiva e, più di una volta,mi rimproverava di non essermi preparato per
l’interrogazione.
Giovanni Colombis,
farmacista: professore di scienze naturali, quarta media.
Paola
Cosulich:
professoressa di francese. L’ho incontrata a Genova nel 1987, durante una
riunione di lussignani; si ricordava di me come di un alunno piuttosto svogliato.
Oscar Gayer:
professore superlativo di matematica e di disegno geometrico. Con lui imparava
anche il più asino della classe. Spiegava, ripeteva e poi chiamava alla lavagna
gli alunni affinché tutti fossero sicuri di aver capito la lezione. Non avevo
mai incontrato una persona così puntuale come lo era lui. Quando suonava il
campanello si trovava
già in classe, terminata l’ora di lezione, in punto usciva.
| Ho
ancora presente la volta che, mentre rispiegava la lezione e stava
scrivendo il numero 2 ed era a metà scritta, suonò il campanello, lui
lasciò cadere il gesso e uscì dalla classe. Un giorno, con la marea alta, si era inondata completamente la piazza Dante e noi studenti eravamo tutti contenti di non poter andare a scuola. Bisognava attraversare la piazza, la prima ora era di matematica, il professore si avvicinava... Suonò il campanello, l’insegnante si alzò i pantaloni e si diresse verso la scuola con l’acqua alle caviglie, e noi mogi mogi, dietro a lui. |
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Don
Tullio Giadrossi:
religione alle superiori. Era un sacerdote un po’ timido e noi studenti si
approfittava della sua timidezza e della sua bontà.
Nel 1987 l’ho rivisto a Trieste dopo 41 anni e mi
disse che era ancora in possesso di un mio quaderno di matematica della prima
superiore, dato in prestito nel 1942. Se ne serviva per dare delle lezioni di
recupero a un suo alunno. Il giorno dopo a Basovizza me lo restituì e io lo
tengo come ricordo mio di scuola e del mio professore, passato da diversi anni a
miglior vita.
Ugo Guttini:
professore di storia e geografia economica.
Giovane, sportivo, giocava a calcio con noi studenti.
Carlo Hoffmann:
professore di astronomia e navigazione, dopo la chiusura dell’Istituto,
insegnò a Fiume. Era sempre vestito con abiti scuri e, quando si entusiasmava
nell’insegnare, con il gesso in mano, finita la lezione, l’abito era tutto
bianco. Con lui si imparava bene; quando il tempo era favorevole, si andava a
Cigale col sestante per far pratica e molto spesso ci portava a compensare delle
bussole, perché era uno specialista
in compensazione.
Per farci capire i segni negativi o positivi, si
inventava sempre qualche modo particolare: per esempio diceva: “Dalla prora
bussola (Pb) alla prora vera (Pv) lascia i segni come che i iera”. E così in
altre occasioni.
L’ultimo anno del Nautico, a Genova, non ho mai
dovuto aprire un libro sia di astronomia che di navigazione, dato che io avevo
complementato a Lussino queste due materie.
Giuliana Piccini:
insegnante di stenografia, sorella di un mio grande amico, il cap. Claudio
Piccini.
Francesco
Pinelli:
professore di italiano. Al primo compito non c’era stato un alunno che avesse
superato il 6. Un errore di ortografia e subito arrivava il 4.
Marco Pogliacco:
storia e geografia, è stato preside dell’Istituto Nautico per ben sette
anni.
Marucci
Rade:
latino e italiano alle medie.
Attila Rusch:
educazione fisica maschile. Ci si preparava per il saggio ginnico di fine anno,
24 maggio, sempre al campo sportivo.
Giovanni Siercovich:
latino e italiano alle medie e diritto navale alle superiori. Con l’arrivo dei
titini ha passato dei brutti periodi. Incarcerato per parecchio tempo, aveva
sofferto il massimo che può soffrire un uomo.
Laura Stampalia:
latino e italiano, quando frequentavo la terza media.
Mario
Tarabocchia:
professore di disegno geometrico descrittivo. Progettista di barche da
Livia
Tedaldi:
professoressa di disegno alle medie.
Zita
Treleani:
latino e italiano in seconda media. Mi aveva rimandato a settembre in entrambe
le materie. A settembre venni bocciato in latino e dovetti ripetere l’anno. La
bocciatura mi servì da esperienza e in seguito non sono mai stato rimandato in
nessuna materia durante la mia carriera scolastica.
Tutto il periodo di studi per me è stato bellissimo,
anche se diversi anni li ho trascorsi sotto i bombardamenti. Si era poi
interrotto con la venuta dei miei sempre “simpaticissimi” slavi!
I ricordi di quegli anni trascorsi a Lussinpiccolo sono
sempre molto vivi, anni trascorsi all’Istituto Tecnico Nautico “Nazario
Sauro”.